Informarsi con criterio e contrastare le bufale sul coronavirus

L’Oms ha dichiarato che per il numero di contagi di Covid-19 si è passati da un’epidemia a una pandemia. La situazione di emergenza sanitaria non riguarda la sola Italia ma tutti i paesi del mondo. In giorni frenetici come questi, è normali sentirsi disorientati e non sapere come comportarsi. La confusione e l’ansia di informarsi però possono portare le persone a cadere in bufale e notizie scorrette e non verificate. Soprattutto perché sui social e su app di messaggistica come Whatsapp circolano informazioni, messaggi scritti e audio errati e non ufficiali, che non fanno che rendere la situazione ancora più confusa e di difficile gestione. Più che mai, in questi momenti è bene prestare attenzione alle bufale sul coronavirus.

Informarsi il giusto e scegliere bene le fonti

Prima di tutto, un consiglio da seguire ogni volta che vogliamo informarci. È fondamentale non esagerare ed evitare gli aggiornamenti 24 ore su 24: non fa che aumentare l’ansia. L’ideale è stabilire dei momenti della giornata per guardare il tg, andare a cercare notizie sulle testate online, visitare i siti delle istituzioni. Magari al mattino appena svegli e alla sera, per avere una panoramica completa sulla giornata appena passata.

Altro aspetto fondamentale per evitare notizie false e non accertate è scegliere con accuratezza le fonti di informazione: prediligete quelle ufficiali e le testate autorevoli e riconosciute per la qualità del loro giornalismo. In questi giorni, su social e Whatsapp sono circolati audio e indiscrezioni attribuiti a fantomatici infermieri o medici coinvolti nella gestione dell’emergenza. È da irresponsabili condividere informazioni di cui non si conosce origine, veridicità e autore. Se vi arriva una catena di Sant’Antonio con informazioni di dubbia autenticità, interrompetela.

Truffe e fake news: il vademecum di FederAnziani

Sono state tante le fake news sul coronavirus che sono circolate nell’ultimo periodo in rete e tramite passaparola. Cure miracolose e vaccini, audio sulla situazione di ospedali e pronto soccorso, complotti sull’origine del virus. E non sono mancate anche le truffe, soprattutto ai danni di fasce particolarmente fragili come gli over 65: finti tamponi, finti operatori dell’Asl, finte sanificazioni.

Per contrastare la disinformazione che può colpire i silver italiani SeniorItalia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, ha dato il via a una campagna di comunicazione per aiutare gli over 65 a orientarsi nella crisi. È nato così un vademecum in 20 semplici punti per aiutare questa parte della popolazione già particolarmente provata dalla diffusione del virus a proteggersi al meglio da truffe, bufale e altri rischi. L’utile strumento aiuta anche a individuare le corrette fonti di informazione a cui fare riferimento per la prevenzione del Coronavirus, ovvero i siti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Le bufale sul coronavirus smentite

Se si pensa di essere incorsi in una fake news, è utile verificare la veridicità dell’informazione su utilissimi siti come Bufale.net o BUTAC-Bufale un tanto al chilo. Le persone che con il loro lavoro portano avanti questi portali stanno verificando incessantemente le segnalazioni che arrivano dagli utenti. Inoltre, è bene anche controllare se una notizia è uscita sui siti delle istituzioni, sulle principali testate nazionali o sul telegiornale: in caso contrario, è molto probabile che ci si trovi di fronte a una informazione errata. Finora, le principali bufale sul coronavirus circolate sono state:

  1. Le mascherine proteggono dal virus: quelle standard e quelle da sala operatoria non difendono dal contagio. Servono a chi è infetto per evitare di propagare le goccioline di saliva che sono veicolo del virus. Ci sono mascherine con filtri per l’aria che in effetti sono barriere efficaci. È importante però utilizzarle con le mani pulite e stare attenti che aderiscano bene al viso. Anche gli occhi andrebbero protetti.
  2. La vitamina C è efficace come cura. Gli esperti hanno smentito questa falsa informazione che è girata come audio di un’infermiera su molto cellulari di italiani. La vitamina C è sicuramente benefica per la salute e aiuta contro le infezioni respiratorie, ma non è una cura miracolosa per il coronavirus. Assumerla al di fuori del controllo del medico può essere anche dannoso.
  3. Le bevande calde uccidono il coronavirus. Un altro consiglio infondato: i virus non si possono neutralizzare in questa maniera. Inutile anche esporsi al sole, come indicato da questa bufala.
  4. Il coronavirus è stato creato in laboratorio. Teoria fantasiosa, di cui però non si ha alcuna prova. Prima di mettere in circolazione accuse di tale portata, sarebbe bene poterne dimostrare l’autenticità. Non c’è alcuna evidenza che il virus sia opera dell’uomo.
  5. Gli animali domestici trasmettono il virus. Bufala sul coronavirus circolata più volte, tanto che il Ministero della Salute ha dedicato spazio a questo argomento nel suo decalogo dei suggerimenti igienico-sanitari. Non c’è prova che il coronavirus possa essere contratto dagli animali di casa, né che questi lo possano trasmettere all’uomo.

Queste sono solo alcune delle bufale sul coronavirus di cui il web si è riempito negli ultimi giorni. Sono abbondate anche le testimonianze di finti medici e infermieri alle prese con la gestione del contagio, oltre a false comunicazioni dell’Inps su riduzioni della pensione e segnalazioni di casi inventati. In una situazione di emergenza come quella attuale, è dovere civico verificare le notizie con cui si viene a contatto e fare attenzione a quello che si condivide.

Scarica il Vademecum COVID19_2020_FederAnziani.

Micol Burighel

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