Conto corrente: meglio online o in filiale?

Farsi accreditare stipendio o pensione sul conto corrente senza dover pagare altissime commissioni, prelevare contante dalla filiale più vicina senza dover lasciare i famosi “euro di commissione” sono alcune delle risposte che moltissime persone cercano quotidianamente dalle proprie banche senza trovare risposta soddisfacente.

Nonostante stiano prendendo piede i conti online, che si gestiscono quindi direttamente da casa con un tasso di commissione praticamente nullo, avere un luogo reale di riferimento o una persona di fiducia risulta essere ancora necessario.

È pur vero che al giorno d’oggi esistono le cosiddette “vie di mezzo” ossia quelle soluzioni che permettono di avere un conto corrente gestibile anche da casa propria via internet. Ma a quale banca conviene affidarsi?

Secondo lo studio condotto dal comparatore online SosTariffe le spese per il correntista dedito alla filiale si aggirano annualmente su circa 120€, mentre per chi affianca online a sportello bancario la spesa scende a circa 80€ per poi azzerarsi per chi fa riferimento solo all’online banking.

Le spese dei conti correnti bancari

I più recenti dati raccolti dalla Banca d’Italia (nel 2013 con riferimento al 2012) vedono una tendenza di diminuzione delle spese negli ultimi anni ed i costi fissi sono correlati principalmente a:

anzianità dei conti

numero di operazioni bancarie

In linea generale si può articolare i conti correnti bancari in:

a) conto ordinario o a consumo, in cui le spese dipendono dal numero di operazioni effettuate *

b) conto a pacchetto, il cui canone comprende alcuni servizi, illimitati nel caso di conto senza franchigia, con un tetto massimo nel caso di conto con franchigia;*

c) conto di base, pensato per chi ha delle esigenze finanziarie limitate, offre poche tipologie di operazioni (carta bancomat, accredito stipendio/pensione, prelievi e domiciliazioni delle principali utenze domestiche). Il canone include tutte le operazioni disponibili ed è gratuito per i soggetti con Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore a 7.500 euro;*

d) conto in convenzione, che beneficia di sconti e agevolazioni sulla base di accordi con determinate categorie di clienti.*

Rispetto ai valori medi, ad essere più onerosi risultano i conti correnti aperti da più tempo: un conto aperto da oltre 10 anni può costare oltre 101 euro annui, superando di 13€ la media generale.

Tale scostamento è da riferirsi principalmente all’ammontare delle spese fisse, quali i canoni, che sono decisamente più favorevoli nei contratti aperti più di recente.

Come ridurre i costi

Quando ci si prepara ad aprire o cambiare un conto corrente è sempre bene individuare le proprie necessità e caratteristiche: innanzitutto per non perdersi in dettagliati calcoli, per comprendere il costi totali dei conti tra i quali si sta valutando,  si potrà richiedere l’ISC, indicatore sintetico di costo che esprime l’ammontare totale del conto corrente.

Si deve inoltre ricercare il conto corrente non solo per “sentito dire” ma è bene studiare attentamente l’offerta più in linea con il proprio profilo: esistono infatti soluzioni studiate, ad esempio, appositamente per i lavoratori in pensione oppure per chi ha figli a carico o ancora per studenti e molto altro (Per quanto riguarda la categoria dei “pensionati” il valore medio delle spese fisse è di circa 75,1€).

Online vs banca

I costi di gestione di un conto online sono decisamente inferiori rispetto a quelli delle banche più tradizionali, è pur vero però che quest’ultime garantiscono maggiore flessibilità (ad esempio per l’accensione di un mutuo o per un prestito)

In termini di sicurezza il classico sportello bancario è più affidabile. Ovviamente i conti online (lato banca) sono sicuri al 100%, ma lo stesso non si può dire del computer dell’intestatario del conto.

L’informazione prima di tutto

Prima di aprire un conto corrente è necessario cercare di recuperare il maggior numero di informazioni possibili. È buona norma valutare le varie offerte sia consultando internet (i siti delle filiali ed i comparatori online) sia parlando direttamente con i direttori di banca.

 

* fonte http://confrontaconti.ilsole24ore.com/

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