Consigli di lettura: 4 libri per ricordare Luis Sepúlveda

La poesia, la scrittura, l’esilio, l’attivismo politico, l’impegno ambientalista. Tante esperienze diverse che hanno segnato il percorso poliedrico di Luis Sepúlveda, il noto scrittore cileno mancato ieri in seguito alle complicanze del coronavirus. Sepúlveda era nato a Ovalle nel 1949. Fondamentali nella sua formazione la figura del nonno Gerardo Sepúlveda Tapia, anarchico in esilio, e dello zio Pepe, anch’egli anarchico. Attratto dalle idee della sinistra, entra a far parte in quanto membro del partito socialista della guardia personale di Salvador Allende. Ribelle nello spirito, sin da giovane inizia a girare il mondo. Prima la Russia e la Bolivia, poi dopo il colpo di Stato di Pinochet e la tortura, Brasile, Paraguay ed Ecuador, fino al periodo vissuto in Amazzonia. Nei suoi romanzi, nei racconti, nelle favole ha riversato le sue esperienze di vita. Se ancora non lo conoscete bene, vi proponiamo 4 libri per ricordare Luis Sepúlveda.

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

Il protagonista del romanzo, Antonio José Bolívar, grande appassionato di romanzi d’amore, ha vissuto nella foresta amazzonica, insieme agli indios Shuar. Proprio come Sepúlveda, che con questo libro del 1989 – il suo primo – racconta la sua esperienza immerso nella natura per studiare le conseguenze della civilizzazione sulle popolazioni native, su incarico dell’Unesco. Il protagonista Bolívar si ritroverà, in virtù della propria esperienza della foresta, a dover scovare ed eliminare il pericoloso tigrillo, che, furioso per l’uccisione dei suoi cuccioli, sta seminando la morte fra gli abitanti del luogo. Un’opera che parla dell’amore per la letteratura, del rispetto del territorio, della bellezza della natura, mettendo in scena l’eterno scontro fra quest’ultima e l’uomo.

Il mondo alla fine del mondo

Durante gli anni Ottanta, Sepúlveda si imbarcò su una nave di Greenpeace. Lo scrittore cileno ha riversato l’esperienza di quegli anni nel libro Il mondo alla fine del mondo. Il reporter cileno protagonista dell’opera, al lavoro in un’agenzia legata a Greenpeace, rimane insospettito da un fax ricevuto che comunica i gravi danni riportati da una nave giapponese. Scoprirà che l’imbarcazione pratica illegalmente la caccia alle balene e si attiverà per fermarne l’attività. Nelle pagine di questo libro, fra scontri con i pescatori e incontri con le balene, si fa vivo e forte un grido di protesta in difesa della natura ferita dall’uomo.

La frontiera scomparsa

Pubblicato nel 1994, è una raccolta di racconti in cui è possibile ritrovare i ricordi e le esperienze di Sepúlveda militante politico. Ogni vicenda è mostrata attraverso gli occhi di un esule politico che è in viaggio alla ricerca della frontiera scomparsa, ossia la felicità, in passato molto più semplice da raggiungere. Tra i dolorosi flashback del carcere e della tortura e le speranze del domani, il protagonista intraprende un viaggio attraverso l’America Latina, che lo scrittore descrive nella bellezza dei luoghi e nella realtà storico-sociale.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Non poteva mancare in questo elenco l’opera che forse più di tutte identifica nell’immaginario comune lo scrittore cileno. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, pubblicato nel 1996, è diventato un vero e proprio best-seller, entrando nel cuore di grandi e bambini. La poetica storia della gabbianella Fortunata e del gatto Zorba, suo amico, custode e madre adottiva, dà forma a un mondo in cui la solidarietà diventa il bene supremo e la diversità viene celebrata ed esaltata. Solo grazie al sostegno di chi infatti è diverso da lei – i gatti e gli uomini – la gabbianella potrà imparare a volare.

Micol Burighel

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here