I senior sono energia rinnovabile

AltraEtà intervista Caterina Cittadino, Capo Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Cons. Cittadino, l’Italia sta invecchiando sempre più, la vita media arriva sino a 84,5 anni. Il nostro Paese è pronto ad affrontare una simile situazione? Come dovrebbe attrezzarsi?

L’invecchiamento della popolazione, è un tema con cui, sempre più spesso, dovremo confrontarci nei prossimi anni e non solo nel nostro Paese. Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, nel 2050 le persone con più di 60 anni saranno quasi 2 miliardi. E l’ Europa, il “ vecchio continente”, lo diventerà ancor di più. Già oggi, una persona su cinque ha più di 65 anni. L’Italia è interessata in modo particolare dal fenomeno: nei prossimi 40 anni -secondo le ultime stime dell’ Istat- le persone oltre i 64 anni di età, passeranno dal 19,5% al 34,4%. Quelle oltre i 74 anni, dal 9 al 21,3%. E in questo scenario le donne, più longeve degli uomini, saranno e sono già quelle che scontano disagi socio-economici importanti. In questo quadro di crisi economica, ma anche di profondi cambiamenti socio-familiari, è necessario promuovere azioni rivolte a favorire la solidarietà tra le generazioni, e il cosiddetto invecchiamento attivo. Nel 2012, in sintonia con le direttive europee, l’Italia ha previsto delle linee guida per la valorizzazione dei senior nella società e nell’economia, cercando di favorire le condizioni di partecipazione alla vita sociale e indipendente, partendo dalla valorizzazione delle capacità e delle competenze di ciascuno. Alla base dell’intero processo, un evidente ma quanto mai importante concetto, quello che la terza età è un arco di vita composto di diversi momenti che non possono e non devono essere ridotti alle sole criticità di indigenza e di salute.

In che modo è possibile valorizzare l’utile contributo dei senior alla società e all’economia?

Gli anziani possono e devono essere visiti come una fonte di “energia rinnovabile”. E in parte lo sono già: sempre più spesso sono loro stessi che operano nelle comunità a sostegno delle persone più fragili, come ad esempio, i bambini o gli stessi senior nella fascia più estrema, definita old-old . Impegno verso il sociale e le altre persone ma non solo. Un ambito in cui il ruolo dell’anziano può dare molto in termini economici ed operativi è quello della valorizzazione dei beni comuni: dalla cultura all’ambiente. Penso per esempio all’impegno nei musei, nelle biblioteche o nei parchi e in tutte quelle attività che coinvolgono la memoria e le tradizioni. In questi specifici settori il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, che guido con estremo entusiasmo da qualche mese, ha portato avanti azioni per la promozione di un’idea diversa e positiva della terza età: stimolando all’impegno civile e all’attività di volontariato. Obbiettivi che si raggiungono collocando al centro della riflessione l’apprendimento e la formazione permanente. Particolare importanza si deve poi rivolge alla trasmissione del sapere e delle conoscenze degli anziani verso i giovani cercando di superare il conflitto culturale, espresso o latente, tra le generazioni.

Quali iniziative si possono portare avanti per favorire la partecipazione alla vita sociale degli anziani? La politica si sta muovendo in questo senso?

Nel corso del 2012 sono state molte le iniziative promosse dalle istituzioni e dal mondo del volontariato e del sociale, sia a livello nazionale che locale, che sono riuscite a sensibilizzare i cittadini sulle tema. I risultati dell’Anno 2012 dedicato a livello europeo alla terza età si sono voluti concretizzare in una “Carta nazionale per un invecchiamento attivo, vitale e dignitoso in una società solidale”, frutto del lavoro del Comitato tecnico-scientifico e dell’Osservatorio Nazionale sulla famiglia, condiviso da tutti i soggetti pubblici e privati. Le amministrazioni maggiormente interessate, sono state il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero della Salute, i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni, le associazioni e il mondo accademico.

Quali progetti di invecchiamento attivo portare avanti nel 2014?

Il 19 aprile scorso si è concluso il procedimento per l’attribuzione dei riconoscimenti relativi alla categoria dei “progetti da realizzare” per il “Premio per l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Sono stati premiati ben 49 progetti volti ad assicurare benessere, inclusione sociale, utilità per i singoli e la collettività. Azioni e programmi, volti a favorire il sostegno delle responsabilità familiari, lo sviluppo dei legami sociali intergenerazionali, il recupero delle tradizioni culturali legate all’esperienza ed ai ricordi, il recupero delle aree urbane non utilizzate o sottoutilizzate, per agevolare l’aggregazione della comunità. Per questi il Dipartimento per la famiglia e l’Osservatorio nazionale, che ad esso fa capo, hanno stipulato delle convenzioni affinché si possano effettivamente attuare le linee guida contenute nella “Carta”.

c.p.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here