Conflitto generazionale: come comunicare con i figli

Comunicare è una grande sfida che può diventare ancora più grande quando sono coinvolti genitori e figli.

Questa sfida potrebbe essere spiegata da un’antica storia Sufi relativa all’elefante nel paese dei ciechi, che qui di seguito vi riassumo.

Un giorno arrivò in un paese di ciechi un elefante, animale a loro sconosciuto, così tre degli uomini più saggi decisero andare a capire di cosa si trattava.

Arrivati vicino ad esso il primo uomo afferrò un orecchio e pensò che fosse simile a uno scudo, il secondo afferrò la proboscide e pensò che fosse simile a un bastone, l’ultimo afferrò una gamba e pensò che fosse simile a un pilastro.

Tornati tra la gente, le persone gli chiesero come era fatto l’elefante, così il primo saggio disse che assomigliava a uno scudo, il secondo a un bastone e il terzo a un pilastro. Quando la popolazione locale udì le differenti opinioni, fu chiaro che erano contraddittorie: i saggi entrarono in conflitto tra loro e nessuno capì come era fatto in realtà l’elefante.

L’elefante può essere la metafora della vita che ogni persona vede, capisce e percepisce in un suo modo originale, talvolta ancora più differente se si appartiene a differenti generazioni, come nel caso dei genitori con i figli.

Cosa fare allora? Ecco qua un piccolo schema che potrebbe essere di aiuto per comunicare meglio.

  1. Capisci tuo figlio tramite domande non giudicanti che lo aiutino a rappresentare al meglio il suo punto di vista – quale parte dell’elefante ha toccato?
  2. Riconosci l’importanza di ciò che ti ha comunicato evitando di dare ragione o torto – ciò che ha toccato è proprio una parte dell’elefante…
  3. Chiedi la sua disponibilità ad ascoltarti – ora tocca a te parlargli della tua parte di elefante.
  4. Trova un accordo che possa essere soddisfacente per entrambi – mettiamo assieme tutte le parti per far sì che sia proprio un elefante!

Buona e saggia comunicazione a tutti!

Un caro saluto, Lorenzo Boni