L’evoluzione degli indumenti ha scandito la storia dell’umanità. Dai nostri albori, quando indossavamo pelli di animali per tenerci al caldo, il nostro modo di vestire si è fatto nel tempo sempre più sofisticato. Oggi, nell’epoca del boom del digitale, in cui ogni giorno – o quasi – nasce una nuova tecnologia, anche gli indumenti diventano tech. E ci aiutano a mantenerci in salute, monitorando il nostro stato. Ne abbiamo parlato con Marco Pisani, Business Development Manager di Comftech, azienda che sviluppa sistemi di monitoraggio indossabili.

Di cosa si occupa ComfTech? 

ComfTech è un’azienda che si occupa di progettazione e produzione di sistemi di monitoraggio indossabili, attiva nel settore wearable e smart textile. Nasce da anni di esperienza maturata nel campo tessile in cui cultura, passione e rispetto della tradizione tessile hanno rappresentato i pilastri portanti di tale realtà. Abbiamo iniziato 10 anni fa a seguito di un progetto in Terapia intensiva Neonatale all’ospedale di Lecco. Il primario cercava una soluzione per rendere il monitoraggio dei neonati prematuri meno invasivo e più confortevole, in modo che non dovessero rinunciare al contatto con la mamma i primi giorni di vita.

Da lì nasce l’idea e la sperimentazione del primo progetto e i successivi brevetti con la certificazione del primo sistema di monitoraggio. Da allora è stato un continuo crescere con investimenti importanti per la ricerca. La società si è certificata ISO 13485 e ad oggi i sistemi di monitoraggio ComfTech sono dispositivi medici in classe IIB.

Come nasce il nome dell’azienda?

Il nome della società vuole richiamare all’importanza dell’usabilità e al comfort dei nostri sistemi wearable: ComfTech, infatti, deriva da “Comfortable Technology”. In ComfTech, lavora un team multidisciplinario dove ingegneria, design, ricerca tessile, comunicazione, business & value development si uniscono nella creazione di una metodologia funzionale ed efficace, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Gli anni di esperienza nelle progettazioni e produzioni tessili, uniti alla conoscenza di tecnologie sofisticate e dei materiali, hanno permesso a ComfTech di arrivare a concretizzare dei sensori tessili completamente integrati negli indumenti che permettono di monitorare tutte le funzioni vitali di chi li indossa in modo continuativo, completamente non invasivo. Dalla Ricerca, alle prototipazioni, alle produzioni smart textile, alle componenti elettroniche, tutto in ComfTech viene realizzato Made in Italy.

In che modo ComfTech rivoluziona l’idea di indumento?

Nella visione di ComfTech l’indumento, utilizzato dall’uomo fin dall’antichità, è per eccellenza il mezzo più confortevole ed utilizzato per integrare sensoristica in tutti i numerosi casi dove sia utile un monitoraggio continuativo. Un monitoraggio che non deve limitare i movimenti e le attività quotidiane pur salvaguardando l’affidabilità del dato. La tecnologia e la sensoristica inserita nel tessuto non deve essere mai d’impedimento alla caratteristica principale per cui l’indumento viene scelto: il comfort. I nostri sistemi di monitoraggio sono un equilibrio tra comfort, facilità d’uso, tecnologia wearable e sicurezza, soprattutto dei dati.

Quali applicazioni possono avere i vostri sistemi wearable? 

Bodee di ComftechIl progetto è partito in ambito neonatale e questa applicazione rimane per noi focus importante. Proseguendo su questa linea, infatti stiamo per lanciare sul mercato consumer Bodee, un body sensorizzato per il monitoraggio del bebè a casa.

 

 

In questo periodo però stiamo rispondendo anche alla domanda crescente di un monitoraggio confortevole e di lungo periodo per l’adulto. Abbiamo recentemente certificato un prodotto, Howdy senior, studiato per il monitoraggio h24 della frequenza cardiaca (infatti fornisce un ECG monotraccia) e in grado di fornire anche frequenza respiratoria, temperatura, movimento e posizione del corpo. I dati possono essere correlati in funzione delle esigenze e inviati a remoto per essere visualizzazione da personale medico specializzato oppure possono essere integrati all’interno di piattaforme di telemedicina. Il sistema è molto utile in una situazione come quella attuale, essendo di largo supporto a tutti i pazienti fragili a domicilio ed ovviamente anche ai pazienti COVID. La semplicità di utilizzo e manutenzione e la qualità del dato lo rendono di veloce applicazione in diversi contesti.

Parliamo del futuro: prossimi progetti e obiettivi? 

Per i prossimi progetti ci stiamo concentrando sul monitoraggio del sonno, con particolare attenzione apnee notturne, sulla riabilitazione dei pazienti dopo un intervento di cardiochirurgia, sulla riabilitazione post-COVID ed il monitoraggio del percorso in casi di obesità. Il nostro approccio user centered ci rende non solo aperti, ma anche strutturati per la collaborazione con clinici, operatori di settore, società di telemedicina, farmaceutiche in fase di sperimentazione.

Micol Burighel

 

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