La scorsa volta ho fornito criteri utili per la valutazione e quindi la scelta di un’agenzia di servizi domiciliari. Ritengo comunque interessante fare la stessa cose per il ruolo dell’assistente familiare. Le famiglie tendono a dare molta fiducia al passaparola. “Se loro sono stati contenti e sono persone che mi piacciono e di cui mi fido, certamente andrà bene anche a me”. Questa è la tentazione più frequente, ma si dimostra spesso uno specchio per le allodole.

Scegliere un assistente familiare: l’insidia del passaparola

Il passaparola è fantastico per tutto ciò che annovera una maggior quantità di criteri di scelta oggettivi, quindi condivisi dai più. Tutte le scelte hanno criteri soggettivi e questi possono essere più o meno importanti nella misura in cui hanno a che fare con la nostra intimità o individualità, psicologica o materiale.

Scegliere un assistente familiare significa prendersi un impegno economico molto importante che – già da solo – rischia di mettere in crisi la maggior parte delle famiglie. Significa far entrare in casa nostra, nella nostra intimità, qualcuno di estraneo. Peggio: significa condividere le nostre più cupe fragilità con l’esterno! Le dinamiche familiari che spesso anche gli amici più stretti non s’immaginano neanche, cariche di contraddizioni e piccole meschinità, che siamo bravissimi a tenere nascosti.

Ad esempio, una casa che solitamente prima di accogliere qualcuno di esterno viene rassettata e sistemata, di colpo verrà vissuta anche nel suo peggio, quello che non vogliamo mai mostrare; e così per tanti altri particolari. Io e mia sorella abbiamo un rapporto positivo e la stessa educazione, ma i suoi criteri di scelta e valutazione sono radicalmente diversi dai miei. A parte una vaga somiglianza fisica è come se appartenessimo a due pianeti diversi. Molto di ciò che è importante per lei, non lo è per me, e viceversa.

Criteri oggettivi: il “cosa” deve saper fare

Partendo dall’esperienza di altri, tutti possiamo scegliere la stessa assistente familiare sulla base di:

  • onestà (non ha mai rubato);
  • affidabilità (ha sempre mantenuto gli impegni presi);
  • esperienza (è stata per periodi lunghi nella stessa famiglia);
  • competenza (ha assistito per tanti anni persone con patologie/situazioni simili a quella del nostro anziano);
  • disponibilità (a seguire l’anziano durante le vacanze o a gestire il tempo di cura in modo flessibile).

Criteri soggettivi: il “come” deve farlo

Prima di cercare una persona, è importante fermarsi, riflettere e stilare il nostro identikit ideale. È vitale essere il più concreti e specifici possibili, facendo – innanzitutto – domande a se stessi.

Per me cosa significa che sappia cucinare bene? Cosa deve saper cucinare? Come desidero che lo faccia? Esistono mille modi di cucinare e uno può essere bravissimo a cucinare ogni tipo di carne, ma se noi siamo vegani abbiamo un bel problema.

Per me cosa significa che sia dolce e gentile? Ci piace una persona che faccia conversazione o una che si faccia sentire il meno possibile? Ci piace una persona che ami il contatto fisico o una che tenga le distanze? Ci piace una persona con cui trascorrere il tempo e con cui condividere la giornata, o una che faccia il suo, e che per il resto sia invisibile e non cerchi la relazione?

Ci piace una persona che prenda iniziativa o una che si limiti ad eseguire gli ordini che le vengono dati? Quali iniziative gradisco che prenda e quali percepisco come ‘invasioni di campo’?

Ci piace una persona curiosa e dinamica, o ne preferiamo una che non abbia nient’altro ad animarla se non il fatto di saper assistere bene?

Oltre a definire cosa vorremmo che facesse, prima prendiamoci del tempo per definire il come. Poi cerchiamolo nei candidati.

Bagno di realtà

È vero che suggerisco di stilare l’identikit del candidato ideale, ma ricordiamoci sempre che la realtà è un’altra cosa. Più noi ci chiariamo cosa e soprattutto come desideriamo che sia un’assistente familiare, più siamo capaci di esplicitarlo, e più aumentano le probabilità di identificare la persona giusta. Se invece manchiamo di consapevolezza, il successo della scelta è totalmente affidato al caso.

È poi importante ragionare sui propri desideri, perché spesso – con la scusa che pagano – le famiglie pretendono o si aspettano “il lupo sazio, con l’agnello intero”. Parimenti su 10 qualità ideali, è saggio preventivare a quante si è disposti a rinunciare e quali per voi sono irrinunciabili.

Scritto da:

Silvia FarinaSilvia Farina ha iniziato molto giovane nel volontariato, tramite cui è arrivata a gestire una casa albergo estiva per persone anziane. Nel 2014 ha aperto un’agenzia di servizi a domicilio scegliendo di specializzarsi nel supporto alle persone con demenza/Alzheimer: come affiliata di Home Instead Senior Care ha acquisito la loro esperienza, costruita in 30 anni da oltre 1000 agenzie nel mondo. L’incontro con oltre 600 famiglie ha messo in luce l’attitudine a comprendere le situazioni, risolvere problemi e organizzare le risorse. Chiusa l’agenzia, ora collabora con VillageCare.it, il primo portale italiano che “aiuta chi si prende cura”, ed è consulente di società impegnate in progetti ad impatto sociale rivolti alla terza età. Sei un figlio caregiver? Silvia organizza l’assistenza ai tuoi cari: più soluzioni per loro e meno problemi per te! Prenota 30 minuti di colloquio gratuito al 392.9602612 oppure scrivendo a info@silviafarina.com.

 

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