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Chirurgia over 50: filler di acido jaluronico o di grasso autologo?

«I volti ingannano raramente…Si ha l’anima del proprio volto e il volto della propria anima»
Paul Brulat

Gli inestetismi nella zona del viso, sono il risultato non soltanto degli inevitabili processi cronologici, ma possono essere anche causati da malformazioni congenite, da esiti di incidenti traumatici o prodotte dall’utilizzo di farmaci antivirali.

Per fronteggiare queste perdite volumetriche, può rendersi necessario il riempimento e il rimodellamento dei volumi persi, attualizzabile attraverso l’uso di acido jaluronico, piuttosto che trasferendo, con una precisa metodica, il  nostro stesso tessuto adiposo.

Lo studio tridimensionale del volto è un metodo di lavoro a metà strada tra inclinazione individuale del chirurgo plastico per l’arte del modellare e la visione oggettiva schematizzata e realisticamente  prevedibile dei processi di crono adattamento dei tessuti cutanei e sottocutanei, del tono-supporto muscolare e del lento rimaneggiamento scheletrico del volto.

I procedimenti più efficaci, sicuri e clinicamente testabili per realizzare un rimodellamento plastico del viso sono la jalurono plastica e la lipostruttura del volto. Il primo, consiste nell’infiltrazione di acido jaluronico nel derma  sottocutaneo in modo da compensarne la riduzione volumetrica che si verifica in determinate aree del viso, quali la regione del naso geniena , la regione zigomatica, l’ambito orbito palpebrale e la regione delle tempie. La quantità di acido necessaria, dipende dalle peculiarità del viso da trattare: un viso molto svuotato o con solchi marcati, necessiterà, indubbiamente, di due o eccezionalmente tre fiale di jaluronico, adeguatamente distribuite. La permanenza dell’impianto di acido dipende sia dal tipo di filler utilizzato, dalla concentrazione endogena individuale dell’enzima jaluronidasi, sia dalle abitudini personali (quali fumo ed esposizione solare).

La lipostruttura del volto, rappresenta l’evoluzione del Lipofilling. Tramite questa procedura  è possibile realizzare in modo più importante ed efficace, il riempimento di quelle zone che risultano troppo appiattite, permettendo il ripristino di un’armonizzazione del volto. In questo caso, si utilizza come filler  riempitivo il proprio tessuto grasso che, generalmente, è prelevato in anestesia locale, aspirandolo delicatamente tramite una particolare siringa a cui verranno applicate delle speciali cannule sottili non appuntite. Il grasso , così prelevato viene debitamente trattato mediante una definita centrifugazione che provvede a separare la sua parte nobile dalle impurità oleose e altri residui.

Con il tessuto adiposo prelevato saranno presenti, inoltre, quantità di cellule staminali, chiamate ASCs (Autologous Adipose-derived Stem Cells), che presto si differenzieranno in cellule adipose neonate, capaci di  aumentare la vitalità del tessuto adiposo impiantato, migliorandone l’attecchimento nella nuova sede. Inoltre, è stato documentato il trasferimento con il tessuto adiposo  di fattori di crescita e altre utili unità biologiche. Tutto ciò ha aperto un panorama avvincente per comprendere come rimodellare, scolpire, levigare esaltare  al meglio il rimodellamento estetico morfologico del viso.

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