Cessione del quinto, un trend in crescita tra gli italiani

Oltre 4 miliardi di euro di erogazioni delle società finanziarie solo nel primo semestre 2018, per un tasso di crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2017. La cessione del quinto (dello stipendio o della pensione) è una formula di prestito che “piace” sempre di più agli italiani. Vediamo come funziona.

In base a questo tipo di prestito, chi ha un lavoro (la capacità di rimborso viene valutata caso per caso dalla società finanziaria) o riceve una pensione, può fare richiesta di un finanziamento di durata non superiore ai 120 mesi. La rata massima non deve superare il 20% dello stipendio netto o pensione (appunto, un quinto). L’addebito della rata, che in questo caso è un prelievo, avviene direttamente in busta puga o nell’assegno pensionistico.

Si tratta di una soluzione alternativa ad altre forme di credito al consumo ma, come sottolinea Il Sole 24 Ore, è la più cara dopo le carte revolving. Lo testimoniano i tassi, applicati sulla base dei Tegm (Tassi effettivi globali medi annui), definiti trimestralmente dalla Banca d’Italia per delimitare le soglie: il Tegm per la cessione del quinto per importi fino a 15 mila euro è ora all’11,65%. Quello per importi superiori ai 15 mila scende all’8,43%. Confrontiamoli con quelli per un prestito non finalizzato di liquidità: il tasso è del 10,01% che scende al 9,07% se il prestito è finalizzato a un bene specifico.

Con il messaggio n. 4621 del 2018 l’Inps ha reso note le nuove disposizioni per la cessione fino a un quinto della pensione per l’estinzione dei finanziamenti ai pensionati dell’istituto. Il nuovo schema di convenzione è valido dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019.

Con l’occasione, lo schema di convenzione e il regolamento sono stati sottoposti a una puntuale revisione che ha portato all’introduzione di nuovi articoli per disciplinare il recupero dei crediti residui (vedi art. 12 della convenzione e art. 9 del Regolamento), i rinnovi di contratto (vedi art. 13 della convenzione e art. 10 del Regolamento) e la variazione beneficiari quote mensili e altre modifiche (vedi art. 15 della convenzione e art. 12 del Regolamento). Clicca qui per saperne di più

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