Da lunedì riaprono i parrucchieri!

Dal prossimo 18 maggio in molte regioni italiane sarà possibile tornare da estetisti e parrucchieri dopo il lungo stop imposto dal lockdown a causa della pandemia da coronavirus. Ma quali saranno le novità e in che modo parrucchieri ed estetisti riusciranno a garantire le norme anti contagio previste per tutelare se stessi e i clienti?

Salute prima di tutto
In attesa che il Governo stili delle linee guida precise su indicazioni del comitato tecnico scientifico e di Inail, sono diverse le soluzioni che si stanno prendendo in considerazione tenendo presente che attività come quelle di parrucchieri ed estetisti sono quelle a più rischio contagio. Trattandosi di servizi che comprendono il contatto diretto tra l’operatore e il cliente, le regole saranno molto probabilmente più rigide rispetto a quelle previste per la ristorazione ad esempio che già sembrano molto limitanti.

Prenotazioni obbligatorie
Tra gli accorgimenti che verranno adottati molto probabilmente ci sarà quello del controllo della temperatura corporea a clienti ed addetti ai lavori prima di ogni seduta. Inoltre per andare dal parrucchiere e dall’estetista sarà obbligatorio prenotare in modo da accedere singolarmente ai locali evitando assembramenti. Parrucchieri ed estetisti saranno inoltre obbligati a indossare guanti, mascherina e visiera in plexiglas in modo da ridurre il più possibile il contatto con i clienti, che a loro volta dovranno indossare i DPI. Un’altra operazione che dovrà essere svolta dopo ogni seduta è quella che prevede la sanificazione dei locali e degli strumenti di lavoro più volte al giorno.

Molte attività sono a rischio
Tutti questi nuovi accorgimenti che dovranno essere adottati da chi opera nel settore della cura della persona comporteranno un investimento di soldi ed energie non trascurabile per gli addetti ai lavori, tanto che in molti, anche attraverso le associazioni di categoria si domandano se la riapertura in questo periodo sia effettivamente conveniente.

Nonostante questa incertezza, CNA Benessere e Sanità ha recentemente dichiarato che molte imprese del settore si trovano costrette a chiedere indennizzi a fondo perduto, il prolungamento della sospensione dei pagamenti, l’allungamento della cassa integrazione, segno di come il settore dedicato al benessere e alla cura della persona sia in forte sofferenza a causa del lockdown.

Andrea Carozzi

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