Una grande novità per chi ha subito un intervento di cataratta, l’operazione chirurgica più diffusa in medicina: nasce il primo farmaco con antibiotico che dimezza la posologia e i giorni di somministrazione. Si tratta di una combinazione di antibiotico e cortisone in collirio, che potrà essere prescritto dopo l’intervento. Lo conferma Leader 7, lo studio realizzato su 800 pazienti in Italia e all’estero, che attesta l’efficacia e la sicurezza del farmaco.

Cataratta: il nuovo farmaco

Il nuovo medicinale di Doc Ofta, la divisione oftalmica di Doc Generici, è un’innovazione sviluppata in Italia. Il nostro Paese sarà anche il primo ad averlo disponibile a livello europeo. «Solitamente dopo l’intervento di cataratta – spiega Michele Figus, direttore della Scuola di specializzazione di Oftalmologia Università di Pisa – è necessario prescrivere due principi attivi: un antibiotico e un corticosteroide per 14 giorni. Da oggi il farmaco si potrà prescrivere solo per 7 giorni. Una combinazione farmacologica più potente ed efficace perché contiene un antibiotico fluorochinolonico ad ampissimo spettro, insieme al cortisone. Questo semplifica la posologia e accorcia la somministrazione, due fattori importantissimi sul successo della terapia, soprattutto sulla popolazione più matura».

Il lancio del nuovo farmaco incontra i bisogni di una società longeva e molto attiva. «L’innovazione di prodotto è uno dei nostri punti di forza e delle ragioni della nostra crescita anche in periodi difficili come questi – afferma Riccardo Zagaria, ad di DocGenerici – Questo farmaco ne è una dimostrazione. Si tratta di una novità assoluta tutta italiana perché nata da una collaborazione con un partner d’eccellenza come Ntc e perché va incontro a una delle esigenze principali del post-operatorio dei nostri pazienti».

Lo studio

Della riuscita della terapia tratta lo studio Leader 7. Partita in Italia, la ricerca ha avuto uno sviluppo internazionale (80 centri reclutatori italiani e 20 all’estero).

«Con lo Studio Leader 7 – spiega Francesco Bandello, primario dell’Unità di Oculistica dell’Irccs Ospedale San Raffaele Milano possiamo comunicare alla comunità scientifica – che una sola settimana con questo farmaco, al posto delle due date sino a oggi, è più che sufficiente per coprire con sicurezza il rischio di infezione dopo l’intervento chirurgico di cataratta. Non abbiamo trovato una sequenza di complicanze. Oggi celebriamo anche un grande traguardo per quanto riguarda l’antibiotico resistenza, che soprattutto in questi momenti rappresenta un problema gravoso. In più, la riduzione dei tempi della somministrazione ha un impatto di grande valore dal punto di vista clinico, perché quando la cura è lunga, spesso viene interrotta a metà facendo con l’antibiotico più danni che benefici».

La malattia

Ogni anno in Italia si eseguono 600 mila interventi di cataratta. L’età media di chi subisce l’intervento è di 72 anni. Di anno in anno il limite si sta sempre più abbassando, arrivando anche sotto i 60 anni. «Le ragioni sono diverse – spiega Bandello – prima fra tutte quella naturale dell’invecchiamento, poi l’aumento delle maculopatie per maggiori radiazioni ionizzanti. Ma ci sono ragioni sociali molto evidenti: siamo in una società in cui le informazioni passano attraverso la lettura e la scrittura, quindi rispetto a un tempo, le persone hanno bisogno di avere occhi sani anche in età avanzata».

Paola Pedemonte

 

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