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Cashback, cosa rischiano i furbetti

È cominciata la lotta ai cosiddetti “furbetti del cashback”: non ci sarà nessuna possibilità di scalare la superclassifica e arrivare al premio rimborso da 1.500 euro previsto per i consumatori più virtuosi che hanno utilizzato le forme di pagamento digitali e tracciabili.

Cashback: tante microtransazioni e importi bassi per scalare la classifica

Siccome non è mai stato indicato un vero e proprio importo minimo di spesa spesa per concorrere al premio rimborso di 1500 euro, in tanti hanno deciso di ricorrere alle microtransazioni per mantenersi tra le prime 100 mila posizioni del semestre gennaio-giugno 2021,e concorrere alla possibilità di accedere al Super Cashback (il premio rimborso).

La pratica diffusa di ricorrere alle microtransazioni è stata possibile proprio perché nel regolamento del cashback non c’era nessuna norma che lo proibiva: le transazioni hanno l’unico obbligo di essere reali, ossia mirate a concludere un acquisto. A pagare maggiormente la pratica delle microtransazioni sono stati prima di tutto gli esercenti, per i quali ogni transazione digitale comporta un determinato costo.

Cashback: lotta alle microtransazioni

Scoperto lo strumento delle microtransazioni, il governo ha messo a punto una soluzione per arginare il problema: Coloro che utilizzano le microtransazioni per scalare la classifica del cashback riceveranno tramite PagoPa questo sms: “Le transazioni ricorrenti di importo irrisorio effettuate in numero elevato presso lo stesso esercente non saranno valide per la classifica del super cashback”.

I furbetti non rischiano sanzioni ma perderanno la posizione in classifica

Visto che l’errore primordiale sta alla fonte (il Mef non aveva specificato gli importi minimi delle transazioni), chi ha utilizzato le microtransazioni non sarà punito con delle sanzioni. Tuttavia i “furbetti” vanno incontro a due rischi: l’esclusione dalla classifica del Supercashback e soprattutto la cancellazione di tutte le transazioni sospette, con conseguente riduzione della cifra del rimborso spettante.

Ciò significa che ogni operazione che non risulterà in linea coi limiti contenuti nelle linee guida del programma Cashback, verrà automaticamente stornata dal sistema.

Cashback: chi riceve l’sms ha diritto di replica

Chi riceverà l’sms di Pagopa ha comunque 7 giorni di tempo per contestare la segnalazione, compilando un modulo disponibile online e fornendo la giusta documentazione per comprovare le sue affermazioni. In caso di esito positivo, le transazioni saranno nuovamente inserite nella lista di quelle valide per la classifica.

Andrea Carozzi

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