Casa di riposo addio: la tendenza è invecchiare… in amicizia

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Si sta facendo strada nel Nord Europa, in particolare in Danimarca, un nuovo modello residenziale di invecchiamento, una tendenza che scongiura le paure della solitudine e dell’abbandono, in uno dei momenti più delicati della propria vita. Parliamo della convivenza. Niente di più semplice. Eppure si tratta di una soluzione che finora era stata presa poco in considerazione, specie in Italia. 

Un modello che pone l’accento sull’importanza dell’amicizia, che si crea o si fortifica in una sorta di villaggio privato in cui ciascun abitante o coppia ha la propria casa, ma può usufruire di molti spazi comuni in cui socializzare e trascorrere il tempo libero in compagnia. Inoltre, grazie alla convivenza con altre persone, è possibile risolvere con più facilità alcuni problemi assistenziali non gravi. Un nuovo concetto di residenza che funziona talmente bene da aver preso ormai piede in parecchie nazioni europee e negli Usa. 

Di fronte a un progressivo invecchiamento della popolazione, con tutte le conseguenze sociali che esso può comportare, la risposta è dunque una “comunità” in cui gli anziani abitanti possano essere parte attiva del proprio villaggio, mantenendone le redini attraverso manutenzione e gestione. In base ai vari modelli europei in funzione, le attività interne alla comunità non devono generare reddito, ma servire soltanto agli abitanti.

Oltre al villaggio con abitazioni private, si sta facendo largo una forma di cohousing: più inquilini, anziani e non, decidono di coabitare nella stessa casa. Chi ne ha la possibilità, può affittare le stanze ospitando altri anziani o studenti universitari. In cambio, questi ultimi collaborano nei lavori domestici, nel pagamento delle bollette e tengono loro compagnia.

Sempre meno solitudine, sempre più amici anche nella vecchiaia: soluzioni che non hanno ancora preso piede in Italia, ma forse a breve ci sarà necessità di adottarle.

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