Cari italiani, un po’ di responsabilità: limitiamo i contagi

Seguire le norme contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo non significa solamente rispettare la legge. Significa pensare alla propria salute, ma anche a quella degli altri e prendere consapevolezza del ruolo che ognuno ha all’interno della cittadinanza. Significa proteggere le fasce più deboli della popolazione, che sono maggiormente esposte alle conseguenze gravi del Covid-19. Quindi, cari italiani, è arrivato il momento di agire con responsabilità e buon senso. Limitiamo i contagi: restiamo a casa.

Perché rimanere a casa?

Il mondo non sta finendo: la diffusione del nuovo coronavirus sta mettendo in difficoltà il sistema sanitario ma si può ancora gestire. Non si tratta di una novella peste, la mortalità non è alta. Però si tratta di un nuovo virus e tutti noi possiamo essere suscettibili di contagio perché nessuno ha gli anticorpi per combatterlo. Se si ammalano troppe persone, il sistema sanitario nazionale non potrà sopportare la pressione. Medici, infermieri, professionisti del mondo sanitario stanno lavorando incessantemente per assistere gli ammalati.

È vero che solo una piccola percentuale dei contagiati sviluppa conseguenze gravi e ha bisogno della terapia intensiva. Se aumenteranno i contagi, però, aumenteranno in maniera proporzionali anche i casi più estremi. E i posti in terapia intensiva non sono illimitati. A quel punto non solo non si potranno curare gli ammalati di Covid-19, ma non ci saranno posti e strumenti per assistere anche chi è affetto da altre patologie. Evitiamo di arrivare a tanto. Come ha dichiarato Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani “ci troveremo, nel caso in cui il contagio si espanda e la domanda di terapia intensiva cresca ulteriormente, a dover decidere a chi destinare le limitate risorse disponibili e a escludere necessariamente delle categorie”. A compiere, cioè, scelte etiche estreme e difficili. Cerchiamo di fermare il contagio prima.

Un altro motivo per rimanere a casa è evitare che il contagio interessi chi è più debole e fragile. Per quanto riguarda il Covid-19, sono gli over 65 e le persone con quadri clinici già compromessi che vanno incontro alle conseguenze peggiori. Questo permette forse a chi è giovane e sano di disinteressarsi della situazione? Di ignorare le disposizioni del dpcm e continuare ad avere contatti sociali come prima? Ovviamente no! Essere così egoisti significa non pensare ai propri genitori, ai propri nonni, a chi è immunodepresso.

È la società tutta che agendo di comune accordo, con responsabilità e senso civico, deve proteggere queste persone, che da sole non hanno le difese adeguate per reagire al virus. Gli italiani sono chiamati a cambiare abitudini. A compiere piccole rinunce per sostenere la propria comunità e la cittadinanza tutta, mettendo da parte gli egoismi e gli isterismi. Sono le azioni dei singoli che contano. Lo ripetiamo quindi: limitiamo i contagi. Se pensiamo di essere intoccabili e immortali e forti, facciamolo per chi invece è più fragile.

Limitiamo i contagi. Evitiamo alcuni comportamenti

  1. Uscire di casa solo se necessario. Tornerà il momento degli aperitivi, dei caffè con gli amici, delle feste o delle partite di burraco. Usciamo di casa solo se strettamente necessario. Cioè per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (fare la spesa) e motivi di salute. Le forze di polizia potranno chiedere ai cittadini le ragioni dei loro spostamenti attraverso un’autocertificazione (la trovate qui). Diciamo la verità: se non lo facciamo andiamo incontro a due reati, l’inosservanza di un provvedimento di una autorità e dichiarazione mendace resa al pubblico ufficiale. Non ne vale proprio la pena.
  2. Evitare gli assembramenti. Se uscite di casa – che sia per un valido motivo! – evitate i luoghi affollati, al chiuso e all’aperto. Rispettate sempre la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  3. Non assaltare i supermercati. Scapicollarsi nel cuore della notte, come è successo ieri, per andare a fare la spesa è assolutamente inutile. Le merci continueranno a circolare, i supermercati e i punti di vendita di alimentari non chiuderanno e verranno riforniti con regolarità. Fare razzia dei prodotti non è un atteggiamento responsabile, civile o lungimirante. In più, affollare i punti vendita non fa che esporci al rischio di contagio.

#iorestoacasa, l’appello social dei personaggi dello spettacolo

L’invito a rispettare il dpcm del 9 marzo e a comportarsi con responsabilità e senso civile arriva anche dai personaggi del mondo dello spettacolo. È partita da più parti, in maniera quasi spontanea, la campagna #iorestoacasa. Hanno aderito cantanti come Jovannotti, Emma Marrone, Noemi ed Eros Ramazzotti, presentatori come Fiorello e Barbara D’Urso, influencer come Chiara Ferragni, comici come Fabio De Luigi. Tutti a diffondere un unico messaggio: limitiamo i contagi, rimaniamo a casa, pensiamo all’Italia tutta.

Micol Burighel

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