Benzina, diesel o metano: quale automobile costa meno?

L’italiano, l’automobile, la vuole tecnologica, rispettosa dell’ambiente e a ridotti consumi. Lo impone la crisi, lo conferma un recente sondaggio promosso da AutoXY, secondo cui il 59% degli intervistati scelgono l’auto da acquistare in base a costi e consumo del carburante.

Benzina o diesel? Metano o ibrida? È la prima domanda che si pone chiunque si prepari ad acquistare una nuova auto. Con un occhio al breve termine (il momento del rifornimento) e uno al futuro, quando i litri di benzina risparmiati ammortizzeranno il prezzo di listino. Il concetto è chiaro: in tempi di crisi qualunque auto va bene, purché sia economica e – possibilmente – ecologica: lo chiede quasi il 24% degli italiani.

In generale, non esiste l’auto giusta, ma quella più adatta a ognuno di noi, a seconda di un’infinità di parametri che vanno dal chilometraggio alle abitudini di guida, dal modello (utilitaria, station wagon o berlina) ai percorsi che facciamo tutti i giorni (città o campagna, etc.).

La scelta del sistema di alimentazione diventa così un momento cruciale. In apertura del 2015, arrivano buone notizie per tutti gli automobilisti, che godranno di una nuova raffica di ribassi su tutte le compagnie petrolifere e tutti i tipi di carburante. Ma vediamo, nel dettaglio, pro e contro di quelli abitualmente utilizzati dai grandi marchi automobilistici.

Benzina

Nonostante l’avvento delle auto ecologiche, le vecchie “verdi” continuano ad essere la maggioranza. I consumi sono i più alti in assoluto, a fronte, tuttavia, del prezzo d’acquisto decisamente più alla portata.  Resta la scelta consigliata per chi fa pochi chilometri e ha bisogno di una utilitaria per la città, ma anche per chi predilige una guida sportiva e performante. Tra i vantaggi, anche i costi di manutenzione più bassi e un’assicurazione conveniente rispetto ai diesel di pari cilindrata. Attenzione, però, alla durata: il motore di un’auto benzina supera raramente i 250.000 chilometri: due volte e mezzo in meno rispetto a quello diesel.

Prezzo medio self: 1.605 euro

Diesel

Dopo il boom dei primi anni 2000, i numeri sono in calo, complice l’aumento vertiginoso dei prezzi del gasolio, che si sta lentamente allineando a quelli della benzina. Allo stesso tempo, le differenze di prestazioni sono sempre più sfumate. In linea di massima, oltre i 20.000 chilometri l’anno, il diesel è ancora un’ottima soluzione. In più il motore può sopravvivere sino ai 600.000 chilometri e oltre. E, sotto i 100.000 chilometri, possiede ancora un mercato importante. Attenzione, però, agli alti costi di manutenzione rispetto al benzina.

Prezzo medio self: 1507 euro

Metano

Costa meno rispetto a diesel e benzina, a fronte di un rendimento inferiore (e, quindi, consumi maggiori).  Spesso è accompagnata da diverse forme di promozioni e incentivi statali, in virtù del suo basso inquinamento ambientale. Per la stessa ragione, le auto alimentate a metano di solito possono circolare liberamente nelle aree a traffico limitato, anche se le norme variano da comune a comune. Se il motore diesel ha una vita lunga, quello a metano è potenzialmente eterno, purché si effettui una manutenzione costante nel tempo. I contro sono noti: minori prestazioni, costi di revisione più alti, pochi distributori (anche se in crescita) e un vano bagagliaio ridotto, per la presenza dell’ingombrante serbatoio.

Prezzo medio: 0,972 euro

Gpl

Stessi vantaggi del metano, ma il carburante costa decisamente meno e garantisce una autonomia maggiore (400 chilometri in media, contro i 250 del “cugino” ecocompatibile). Inoltre i distributori attrezzati sono molti di più. Anche per queste ragioni queste auto costano leggermente di più rispetto a quelle alimentate a metano. Decisamente poco adatte a chi ambisce a una guida sportiva, anche se negli ultimi anni le case automobilistiche stanno lavorando per migliorare le prestazioni, senza incidere eccessivamente sui consumi.

Prezzo medio: 0,641 euro

Ibrido

È un termine generico che racchiude una vastissima gamma di soluzioni. Si va dalle micro-ibride, in cui la batteria si ricarica in parte in fase di frenata, alle full-hybrid, che si possono utilizzare al 100% in modalità elettrica, seppure per tragitti brevi e a prestazioni ancora molto limitate. In entrambi i casi, i costi per l’acquisto sono ancora troppo elevati per rappresentare una vera e propria alternativa. Soprattutto in Italia, dove la cultura della mobilità elettrica è appena agli albori e gli e-Station (i sistemi di ricarica) sono ancora troppo pochi.

 

Lorenzo Tosa

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