Bandersnatch, l’episodio interattivo di Black Mirror diverte ma non buca lo schermo

I libri game erano un prodotto editoriale molto in voga negli anni Ottanta, il loro meccanismo era semplice, ma non banale; in alcuni momenti dell’arco narrativo il lettore era chiamato a scegliere quali azioni dovesse intraprendere il protagonista del libro, a seconda delle scelte fatta la storia prendeva direzioni diverse e di conseguenza giungeva a finali differenti.

È da questo schema narrativo che trae spunto Bandersnatch, il nuovo episodio di Black Mirror attualmente in onda su Netflix. Bandersnatch è di fatto un film interattivo dove sono gli spettatori a decidere quale direzione dovrà imboccare la trama della storia.

Il film è ambientato nel 1984 e ha come protagonista Stefan Butler, un giovane programmatore di videogame, che sta sviluppando Bandersnatch, un videogioco che ha la stessa struttura di un libro game. La fase di sviluppo del software di gioco si rivela subito molto complicata e sembra mettere a rischio la salute mentale del fragile Stefan, che scivola in uno stadio confusionale fatto di visioni e sogni a occhi aperti dal quale sembra non riuscire a venire fuori. Quali sono le scelte che deve fare Stefan per portare a termine la lavorazione del suo videogame e raggiungere il successo senza scivolare nelle spirali della follia?

L’ambientazione del nuovo episodio di Black Mirror conta su atmosfere cupe e inquietanti (l’inconfondibile marchio di fabbrica della serie), ma forse l’unica vera sorpresa risiede proprio nel fatto che è lo spettatore ad assumere (per certi versi) il ruolo di deus ex machina della narrazione: anche perché la trama in sé appare un po’ piatta e priva di momenti salienti.

Il risultato finale è comunque buono anche se Bandersnatch non possiede gli elementi del capolavoro, ma bensì quelli di un curioso esperimento a tratti ben riuscito.

Ma veniamo ai finali, quelli possibili sono cinque. Nel primo Stefan uccide il padre perché lo ostacola nelle fasi di realizzazione del videogioco, nel secondo il programmatore riesce a completare Bandersnatch dando però alla luce un videogame mediocre e di scarso successo. Nel terzo finale Stefan impazzisce durante una seduta con la sua psicologa, mentre nel quarto cerca di gettarsi da una finestra scoprendo di essere solo un attore all’interno di un set cinematografico.

Il quinto finale è invece ambientato ai giorni nostri e vede una sviluppatrice di videogame (Pearl Ritman) impegnata nella realizzazione di un remake di Bandersnatch. In questo arco narrativo il gioco è diventato un oggetto di culto a causa della macabra vicenda che riguarda la sua lavorazione: negli anni Ottanta il suo sviluppatore uccise il padre e lo tagliò a pezzi.

Bandersnatch rappresenta forse il futuro di un determinato tipo di intrattenimento, ma al contempo patisce l‘appiattimento della struttura narrativa della trama (che in più di un’occasione mostra falle e ridondanze) in virtù della sua interattività. Dopo il lancio di questo episodio speciale, gli autori di Black Mirror, Charlie Brooker e Annabel Jones, hanno annunciato l’arrivo della nuova stagione che vedrà la luce probabilmente nel 2019.

Andrea Carozzi

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