ARTOUR-O il MUST: da Praga con furore

ARTOUR-O il MUST lo sappiamo è un tipo curioso, insaziabilmente direi, ma a Praga ha trovato “pane per i suoi denti”. L’istituto di cultura ha una sede splendida, di proprietà ora dello Stato Italiano, che nacque come Ospedale prima e poi divenne sede della Congregazione Italiana. Il palazzo austero e rigoroso è ingentilito da un’ampia corte coronata dal loggiato che corre tutto intorno e da una Cappella Barocca di una bellezza rara.

Il museo temporaneo, Il MUST, ha trovato qui la sua sede ideale e da qui si è poi espanso in città per coinvolgere come sempre le realtà sul territorio. La passeggiata dalla collina alla città vecchia attraversa il famoso Ponte Carlo e quindi da Nerudova si arriva in un attimo alla Karlova, sede della Fondazione Eleutheria, e alla Camera di Commercio, due delle sedi del Percorso di ARTOUR-O in Città che era completato dalle opere d’arte nei Ristoranti “precettati” per le cene di ARTOUR-O, riproposte come a Firenze con i commensali tutti intorno ad un unico grande tavolo, Nuance di Rott Hotel e Il Palazzo in via Husova al 5 che ha aggiunto al suo menu consueto “Lo spuntino di ARTOUR-O” adattissimo ai turisti.

La è città in pieno fermento grazie agli artisti di strada che ne sono parte integrante, ma anche grazie ai lussuosi negozi di brand internazionali che si alternano a negozietti di artigiani, cristallerie scintillanti tradizionali e no ovunque, gallerie d’arte che sono sfolgoranti di colori e direi di un graditissimo sense of humor ben lungi dall’atmosfera tirata e un po’ lugubre delle sedi espositive di gran moda in Occidente.

Con la promessa di ritornare lasciamo questa bellissima città, ma il turista deve fare attenzione ai furbetti come dovunque, per esempio raccomandiamo di prendere solo i taxi con le tre A, attenzione al conto nei ristoranti, no ai cambiavalute (mai cambiare all’aeroporto), ma per finire in bellezza tante bellissime persone che hanno a cuore la crescita turistica di Praga e last but not least come non rimanere colpiti da una Città SENZA periferie, anzi con un’immensa e splendida periferia “verde”che attraversiamo andando all’aeroporto.

Tiziana Leopizzi