Arance: portatrici di vitamina C e benessere. Ecco perché.

L’agrume più diffuso al mondo è l’arancia. Che sia di tipo amaro o dolce, a polpa bionda o rossa, questo frutto ha la specialità di piacere a tutti grandi e piccini, portando con sé benessere.

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Inoltre le arance sono ancora più apprezzate grazie all’altissima percentuale di vitamina C contenuta che, oltre ad aumentare le difese immunitarie, aiuta contro gli affaticamenti e garantisce effetto calmante riequilibrando il sistema nervoso.

Tra le tantissime varietà, una delle più originali è la “navel”, che vanta una storia più unica che rara.

Questa simpatica varietà, infatti, si riconosce “dall’ombelico” e dall’assenza di semi e la sua peculiarità sta nel fatto che nasce da una pianta sterile. Circa 200 anni fa, in un lontano monastero di San Salvador de Bahia in Brasile, un “timido” ramo di un albero di arancio amaro produce arance grandi, dalla buccia sottile, dolcissime.

Questa mutazione genetica spontanea non passò inosservata ad un missionario presbiteriano che, incuriosito da questi frutti insoliti, prese dei pezzetti del ramo e li mandò negli Stati Uniti dove vennero innestati su alberi d’arancio della zona.

E così nacque la nuova varietà di Navel a Riverside, in California, diventando il fiore all’occhiello di una delle più grandi industrie di agrumi mondiali.

Le arance con l’ombelico californiane ed il loro ramo iniziarono a girare il mondo, dal Sudafrica all’India, dall’Argentina all’Asia trovando però il loro habitat ideale nella magnifica Sicilia dove, dal 1930, viene prodotta la “Ribera DOP”.

Ma l’arancio Navel  non è l’unico agrume a provenire da un’insolita mutazione genetica.

In natura, infatti, l’arancio non esisteva, come non esistevano il limone e il pompelmo. Sono stati creati secoli fa, incrociando tre agrumi: il mandarino, il cedro, e il pummelo, tipici dell’Asia orientale e meridionale.

Gli aranci, dolci e amari derivano dall’incrocio tra il pummelo e il mandarino, il limone dal cedro e dall’arancio amaro, mentre il pompelmo nasce dal pummelo e dall’arancio dolce.

Brillat-Savarin, celebre gastronomo francese , disse che “La scoperta di un nuovo piatto fa di più per la felicità umana che la scoperta di una stella” e, ora che lo sappiamo, possiamo dire lo stesso degli agrumi. Non trovate?

 

 

 

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