Anticipo sulla fase 3 – ma siamo sicuri che andrà tutto bene?

Rappresentazione di persone con la mascherina

Ce l’abbiamo fatta siamo fuori! Cosa avete capito non fuori dal contagio virus ma fuori di casa! La fase 2 bis è cominciata! Via a taglio e piega dal parrucchiere, procrastinata oltre l’impossibile, e ad un minimo di ritorno alla socialità con l’apertura, seppur a distanza, di ristoranti e bar. Anche chi era rimasto senza abiti e scarpe primaverili può, saltando una stagione, adesso rifarsi il guardaroba, quello estivo però.

Non so se avete percepito anche voi un senso di libertà. Il poter camminare per la strada, entrare in un negozio e fare tutte quelle cose che prima erano la normalità. Ho visto in questi due giorni gente al tavolino nel dehors di un bar godersi uno spritz come se stesse gustando un calice di Dom Pérignon con caviale del Volga.

Come è tutto diverso quando quello che consideravi un dato acquisito ti è vietato.
Molti in questi giorni stanno facendo un primo bilancio di ciò che è accaduto. Ho sentito parlare di privazione della libertà dei cittadini e chi dice che riaprendo stiamo rischiando troppo e che dovevamo restare ancora un po’ sigillati.

Critiche che piovono sul governo e su Conte come grani di grandine quando assomigliano a noccioli di ciliegia. L’ultima risposta di Conte ai giornalisti che chiedevano spiegazioni sulle scelte di questa gigantesca task force e del lavoro del commissario straordinario, è stata: “se vuole venire lei al posto suo, posso prenderla in considerazione per la prossima volta”. Direi che a parte le battute, che a un Presidente del Consiglio in una situazione come questa non dovrebbero mai nemmeno scappare, mi verrebbe da rispondere che se è pur vero che non è facile gestire un’emergenza sanitaria di questo tipo, è altrettanto vero che sempre di emergenza trattasi. Aggiungo che in un paese occidentale evoluto di un certo tipo quale ambiremmo ad essere, un piano di qualsiasi genere per un’emergenza sanitaria di qualsiasi genere dovrebbe averlo sempre tra le priorità messe nel cassetto…l’emergenza non avverte prima!

Il tempo dirà se l’intervento del nostro governo è stato appropriato. Per il momento le aziende si lamentano che non hanno ancora ancora avuto un aiuto economico, così come i dipendenti la cassa integrazione! Ma l’estate porta consiglio. Ovvero dovrebbe portare un bonus vacanza che anche lui pare partire col piede sbagliato.

Allora come saranno le nostre vacanze? Non si sa in effetti cosa sarà consentito fare e cosa al contrario vietato, perché come sempre le informazioni sono molteplici ma mai precise. Però credo che al di là del nostro desiderio e delle nostre disponibilità economiche (immagino risicate), sarà molto difficile riuscire a fare una vacanza in cui rilassarci.

Per chi ancora lavora si dovrà recuperare il tempo perduto per salvare il salvabile e per chi è in pensione godersi le vacanze al mare o in montagna in santa pace sarà una vera impresa.

Tra distanziamenti di ombrelloni e lettini, si capisce da sé che la gimkana sarà d’obbligo.

Assisteremo a un “prego passi prima lei”, o al contrario a liti per chi oltrepassa il metro. E la spiaggia? Beh immagino purtroppo una selezione tra chi potrà permettersi la spiaggia a pagamento e chi non avendo possibilità di scelta si ritroverà in una spiaggia libera risicata e, in regioni con spazi limitati come ad esempio la Liguria, ad un assalto alla diligenza.

Ma per fortuna abbiamo ancora un po’ di tempo prima dell’apertura ufficiale della stagione. Chissà che il buon Conte non tiri fuori qualche altro coniglio dal cilindro!

La Direttrice
Daniela Ameri

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