Anche l’Europa promuove la terza età

L’unione europea ha proclamato il 2012 anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. In una società che sta gradualmente ma dolcemente invecchiando anche l’Europa vuole dire la sua e lo fa magistralmente occupandosi non tanto delle problematiche patologiche  (seppure importantissime), ma affrontando il fenomeno come un fatto sociale normale.

In tal senso, l’anziano ristabilisce il rapporto con il proprio tempo alla riscoperta delle possibilità e le potenzialità del proprio vivere, molto diverso da quello dei propri genitori.

Ed ecco che ne esce un’immagine nuova di un 60/70/80 ancora capace di dare molto: attivo, pieno di interessi,  occupato, di supporto fondamentale ai nipoti, ed tanto altro ancora  perché tanti sono gli ambiti di cui si occupano.

Anche il passaggio generazionale è  fondamentale, ovvero come si comunica tra le differenti età, quanto  e cosa  passerà  ai giovani  e quale conoscenza rimarrà in loro. A destra della nostra pagina abbiamo voluto riportare il filmato simbolo delle manifestazioni e delle iniziative che verranno promosse durante l’anno dai paesi europei.

Qualcuno ha già aperto pubblicamente le celebrazioni (Germania, Svezia), non al momento l’Italia, che pure è il secondo paese più anziano dopo la Germania..ma questo è un altro discorso.

Quando si parla di invecchiamento della popolazione europea (la più anziana al mondo, a parte il Giappone) dobbiamo necessariamente parlare di numeri. In Italia gli over 55 sono aumentati di 5 milioni in trent’anni. Nel 2011 sono 19 milioni, il 32% in più. Nel 2040 saranno 28 milioni il 44% in più.

Gli over 65 sono il 20.3% della popolazione  italiana con la prospettiva di arrivare al 33% nel 2060.  In una piramide rovesciata   1/5 della popolazione sarà over 65, pari a quella  a quella da 1 fino a 20 .  mentre la vita media  compie ulteriori progressi: 79,1 anni per gli uomini, 84,3 anni per le donne.

Come leggere questi dati? Certamente non ci fa piacere sapere che le nascite diminuiscono e i giovani pure, ma è pur vero che un dato di fatto non si può leggere né in negativo né in positivo. Lo è, punto. Al contrario cosa fare con quest’ondata di ex giovani dallo spirito intraprendente,  questa potrebbe essere la domanda giusta. Una risorsa qualcuno ha detto tempo fa. Speriamo non lo sia solamente per il governo che ha pensato bene di aumentare l’età pensionabile.

Tempo fa tenni una lezione a neo imprenditori su come fare impresa nella terza età e devo dire che, a detta dei miei auditori, ci fu una certa sorpresa nel sapere che gli interessi e le esigenze delle pantere grigie sono veramente molti. Perché allora non interessarsi maggiormente alle esigenze e cercare di migliorare le condizioni di vita  sociali affinché si viva meglio con meno spese per la collettività e meno spese mediche. Un’utopia? Forse ma intanto pare, non rimanga altra strada.

Daniela Ameri – Direttrice Altraetà

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