La ricerca per sconfiggere una delle più grandi patologie del nuovo millennio, il morbo di Alzheimer, non si ferma mai. Lo testimonia una recente indagine condotta dall’Università di Berkeley (Usa) che ha messo in stretta correlazione l’Alzheimer con la qualità del sonno

Alzheimer e qualità del sonno: lo studio


La ricerca pubblicata sulle pagine della rivista scientifica Current Biology ha evidenziato che coloro che hanno un sonno più frammentato a onde lente, con movimenti oculari meno rapidi (non REM) hanno maggiori probabilità di manifestare un aumento della proteina beta-amiloide. Questa proteina è uno degli elementi scatenanti dell’Alzheimer, la patologia neurodegenerativa. Un morbo che, ricordiamo, affligge più di 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Il team di ricercatori dell’università americana ha confrontato la qualità del sonno di 32 senior sani, notando come la crescita della beta-amiloide era correlata alla qualità del sonno di base. Gli scienziati, grazie a questo fattore, sono stati in grado di prevedere anche l’aumento delle placche beta-amiloidi, che si pensa contribuiscano all’insorgere della malattia. “Piuttosto che aspettare che qualcuno sviluppi la demenza molti anni dopo, siamo in grado di valutare come la qualità del sonno predice i cambiamenti nelle placche beta-amiloidi su più punti temporali. In tal modo, possiamo misurare la velocità con cui questa proteina tossica si accumula nel cervello nel tempo, il che può indicare proprio l’inizio della patologia“, ha dichiarato Jospeh Winer, uno dei neuroscienziati coinvolti nell’indagine.


Una buona routine del sonno per prevenire la patologia

Gli studiosi dell’Università di Berkeley hanno così stilato un piccolo vademecum, indicando alcuni consigli per migliorare la qualità del sonno e prevenire l’aumento delle placche beta-amiloidi.

  • Mantenere una routine del sonno regolare andando a letto e alzandosi agli stessi orari.
  • Evitare di passare troppo tempo davanti a schermi di computer e smartphone prima di coricarsi.
  • Tenere smartphone e altri dispositivi digitali lontani dalla camera da letto.
  • Dare ampio spazio all’esercizio fisico durante il giorno.
  • Evitare stimolanti come il caffè prima di andare a letto ma anche i sedativi come l’alcol.

Un ultimo consiglio. Sempre secondo il team di ricercatori americani, è utile sottoporsi ad uno screening per l’apnea notturna se ci si accorge di russare in maniera pesante o ci si sente eccessivamente stanchi durante il giorno.

Andrea Carozzi

 

NON PERDERTI I NOSTRI ARTICOLI!

Per entrare a far parte della nostra community e rimanere aggiornato, iscriviti alla newsletter di Altraetà! Clicca il link qui sotto, inserisci nome, cognome e email, accetta la Privacy Policy e seleziona “Iscriviti alla nostra newsletter”. Una volta alla settimana riceverai sulla tua mail una selezione delle migliori notizie sul mondo over 50! È gratis, comodo e veloce. E in ogni momento puoi scegliere di disiscriverti! CLICCA QUI

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here