Allentamento delle limitazioni per fasce d’età nella fase 2?

Si avvicina sempre di più la cosiddetta fase 2 del lockdown e si cominciano a intravedere le nuove regole che dovremmo seguire fino alla fine dell’emergenza. Una delle ipotesi più concrete è quella che prevede un allentamento delle norme, che oggi ci impongono di stare a casa, per fasce di età. Vista la fragilità degli anziani che hanno superato i 70 anni, nei confronti della nuova malattia provocata dal coronavirus, è molto probabile che i senior saranno gli ultimi a poter riacquistare la totale libertà.

Nell’ultimo report dell’Iss, infatti, si conferma il dato sulla letalità, che interessa soprattutto le persone di età sopra i 70 anni (l’età media dei decessi è 80 anni), di sesso maschile (quasi il 70 per cento del totale), con tre o più patologie (il 63 per cento dei casi over 65). L’analisi si riferisce a un campione di circa 1500 cartelle cliniche, rappresentative dell’intera popolazione dal punto di vista epidemiologico.

“La curva del contagio segnala una situazione in decrescita ma non deve farci abbassare la guardia”. Questo è quanto ha dichiarato attraverso una nota stampa il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro. “I segnali positivi ci dicono che le azioni intraprese sono efficaci ma non devono illuderci che la situazione si risolva in tempi brevi- ha ribadito Brusaferro -. Queste misure di distanziamento sociale e di igiene personale sono essenziali per mantenere la curva sotto la famosa soglia di R0 uguale a 1”.

Ma che cosa cambierà concretamente nella fase 2? Stando alle prime indiscrezioni questa fase avrà più una connotazione economica che sociale, ossia verranno riaperti determinati reparti produttivi come quello della moda e dell’auto ad esempio. Resteranno invece ancora in vigore le norme di distanziamento sociale, ossia quelle che impediscono al virus di diffondersi, di conseguenza saranno vietati gli assembramenti e i locali come bar, ristoranti e discoteche dovranno restare chiusi.

Insomma, il ritorno alla normalità che ricordiamo è ancora lungo, ma non dobbiamo perdere la speranza.

Andrea Carozzi

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