Affitti brevi, un investimento redditizio se sai come muoverti

In un periodo di incertezza economica come quello che stiamo vivendo, una delle tendenze che sta maggiormente prendendo piede nel settore degli investimenti è quella di mettere a reddito, attraverso il sistema degli affitti brevi, le seconde case. Attualmente sono almeno 500 mila gli italiani che decidono di optare per questa soluzione, che presenta dei vantaggi notevoli soprattutto per chi ha un immobile sfitto o una somma di denaro da investire nell’acquisto di una seconda casa.

Anche nel mondo dei silver questa tendenza sta prendendo campo soprattutto per venire incontro alle esigenze di figli o nipoti che visto le difficoltà di trovare un impiego sicuro e ben remunerato necessitano di integrare il proprio reddito con un’entrata extra e sicura. Vediamo quali accorgimenti adottare se si è intenzionati ad affacciarsi a questo tipo di investimento.

La prima regola da tenere da conto è: non tutti gli immobili sono adatti per essere affittati per brevi periodi. Le case troppo periferiche o comunque lontane da luoghi di interesse turistico o da i servizi di trasporto non si prestano a questo tipo di investimento, ed è meglio provare ad affittarle per lunghi periodi con i classici contratti di affitto.

Un’altra regola d’oro è quella di informarsi bene sulle normative che regolano le locazioni di breve periodo. Conoscere le normative nazionali e regionali che caratterizzano questo tipo di business può sembrare semplice, ma in realtà bisogna aggiornarsi continuamente perché spesso vengono modificate.

Cosa dice attualmente la normativa nazionale sulle locazioni di breve periodo?

La disciplina fiscale che regola questo tipo di locazione è la cedolare secca e si applica ai contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata inferiore ai 30 giorni, periodo che consente di non registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate.
Le locazioni brevi sono soggette comunque a un’imposta sostitutiva del 21% (invece di pagare l’Irpef e le relative addizionali), dal 2017 questo regime fiscale, già previsto per gli affitti normali, si applica anche a quelli brevi di durata inferiore a un mese.

Cosa succede se si affida l’immobile a un intermediario (AirBnB e simili)?

Gli intermediari sono i soggetti che intervengono nella conclusione dei contratti di locazione di breve periodo e sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate le seguenti informazioni:

  • nome, cognome e codice fiscale del locatore
  • la durata del contratto
  • l’indirizzo dell’immobile
  • l’importo del corrispettivo lordo

Gli intermediari, se intervengono nel pagamento o incassano l’affitto, hanno l’obbligo di operare e versare una ritenuta del 21% (quella prevista dalla cedolare secca) sull’ammontare dei canoni. La ritenuta deve essere versata con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata.

Una volta che si ha ben chiaro la normativa che regola gli affitti di breve periodo è consigliabile realizzare un business plan per ottenere il massimo profitto da questo tipo di locazione.

Un investimento dal quale non ci si può esimere è quello di inserire l’abitazione da locare in uno dei tanti portali che gestiscono questo tipo di operazioni (AirBnB, Booking, HomeAway tanto per citarne alcuni); ottenere un’alta visibilità in rete è fondamentale per intercettare potenziali clienti.

Inserire l’abitazione da locare in uno dei portali citati non è l’unica accortezza da adottare per avere successo: la casa deve presentarsi bene, deve avere un design accattivante e deve essere sponsorizzata attraverso delle foto professionali; inserire nei vari portali delle fotografie fatte con il proprio smartphone potrebbe rivelarsi controproducente.

È inoltre importante accompagnare le fotografie da una descrizione breve, ma obiettiva dell’appartamento, inserendo tutte quelle informazioni che possono rivelarsi utili a chiunque decida di soggiornare nell’abitazione per un breve periodo.

Andrea Carozzi

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