A Foligno un tuffo nella storia con la Quintana

FOLIGNO. E’ considerata per tradizione il centro del mondo. Ma per due volte all’anno è anche la capitale del Barocco.  E’ Foligno, in Umbria, piombata nuovamente in piena epoca barocca: i folignati, un’intera città, sono i protagonisti della Giostra della Quintana, la giostra all’anello che per due volte all’anno infiamma i contradaioli dei dieci rioni. Nella bella città è già tempo di tenzone e venerdì 14 giugno 2013, in serata, si darà vita al magnifico corteo storico, a distanza di ventiquattro ore dalla contesa al Campo de li Giochi.Foligno, nel cuore dell’Umbria e dell’Italia, è conosciuta a livello internazionale per essere la città della Quintana, la Giostra all’anello che a giugno e a settembre rinnova la sfida tra i cavalieri dei suoi rioni. Una sfida appassionante, in cui ciascun cavaliere in sella al proprio cavallo lanciato al galoppo, deve infilare gli anelli sempre più piccoli appesi alla statua lignea chiamata “Quintana”. “Una grande festa di popolo, di colore, di passione, ma anche una rigorosa ricostruzione storica, scenica, iconografica e gastronomica del Barocco italiano” tiene a dirci il presidente dell’Ente Giostra della Quintana, Domenico Metelli. Un industriale col cuore da quintanaro. Anche questo è Foligno, con i suoi palazzi del Seicento, i suoi musei, i suoi Oratori barocchi, il suo primato di città in cui nel 1472 è stata stampata per la prima volta la “Divina Commedia” di Dante Alighieri. 

La Sfida e la Rivincita

La Sfida si disputa sabato 15 giugno 2013 in notturna mentre la Rivincita si tiene domenica 15 settembre nel pomeriggio, preceduta come sempre da una lunga serie di eventi e di cerimoniali come l’arruolamento, la benedizione dei cavalieri, la lettura del Bando ed il corteo storico per le vie della città; e poi la Giostra al “Campo de li Giochi” (preceduta dal corteggio di seicento personaggi in abiti barocchi). Ma nei giorni precedenti è già sfida tra i dieci rioni e non solo per gli immancabili sfottò tra i contradaioli. Prima ancora che al Campo de li Giochi, la tenzone è di tipo enogastronomico con il “Gareggiare dei Convivi”, il concorso che vede impegnate le contrade a ricostruire perfetti banchetti barocchi in ambientazioni ricercate e studiate. 

La Giostra, una passione tutta folignate

Foligno si entusiasma per il rinnovarsi della sfida più attesa: la sua Quintana è considerata la più avvincente e difficile che si svolga in Italia. Non a caso è stata definita l’Olimpiade delle competizioni equestri. Gli abitanti della città si ritrovano suddivisi nei dieci antichi Rioni, ognuno dei quali sarà rappresentato da un Cavalieri al Campo de li Giochi per contendersi l’artistico Palio. Ciascun cavaliere per l’occasione assume un finto nome che lo identifica: Il Gagliardo per il rione Ammanniti; l’Ardito per il rione Badia; il Pertinace per il rione Cassero; il Furente per il rione Contrastanga; il Fedele per il rione Croce Bianca; l’Animoso per il rione Giotti; il Generoso per il rione La Mora; il Baldo per il rione Morlupo; il Moro per il rione Pugilli, l’Audace per il rione Spada. Per conseguire la vittoria ogni cavaliere, sul proprio cavallo ben addestrato, compie un percorso segnato a forma di otto al Campo de li Giochi lungo 754 metri. All’intersezione delle diagonali c’è la statua della Quintana: il braccio sinistro sostiene uno scudo con le insegne di Foligno (il Giglio e la Croce) mentre il braccio destro impugna un gancio al quale vengono appesi gli anelli che, con una lancia metallica, dovranno essere infilati dai cavalieri in sella ai cavalli lanciati al galoppo. Insieme ai cavalieri, gli splendidi cavalli sono gli altri protagonisti della gara: vengono preparati per mesi e mesi nelle scuderie di ciascun Rioni per diventare veloci, precisi e competitivi. Gli anelli sono di tre diversi diametri: 8 centimetri per la prima tornata, 6 e 5 centimetri per le altre due. Nove in totale le tornate. Il cavaliere che nel minor tempo e con minor numero di penalità avrà compiuto la sua corsa, vincerà il Palio dipinto ogni volta da un noto artista.

 Il Corteo storico

La sera che precede la sfida al “Campo de li Giochi”, il centro della città è attraversato dal corteo storico della Quintana: centinaia di personaggi in abiti barocchi in rappresentanza dell’Ente Giostra, dell’amministrazione comunale e dei dieci Rioni. Nobili e dame, cavalieri in sella ai loro destrieri, paggi e valletti, tamburini e trombettieri, alfieri e sbandieratori riportano Foligno indietro nel tempo facendo rivivere l’emozione del passato, nella generale scenografia offerta dai costumi, dagli addobbi e dalle fiaccole. Prima della lettura del Bando, in Piazza Grande si procede all’iscrizione dei cavalieri alla gara del giorno successivo, e alla loro benedizione da parte del Vescovo della città, dal sagrato del Duomo.

I Costumi

Il periodo di riferimento degli abiti della Quintana va dal 1580 circa al 1620. E’ lo stile ispanico trasferito nel territorio italico, in una zona di dominio pontificio. Per la produzione dei costumi indossati dai vari personaggi della Quintana, si fa riferimento a quadri e documentazione iconografica dell’epoca; le sartorie utilizzano tessuti pregiati e preziosi. Gli abiti sono realizzati da sarti della città, in grado ormai di operare ad altissimi livelli. Il costume è infine completato da gioielli d’epoca, molti dei quali realizzati con materiale prezioso da orefici di Foligno. 

Gli Anelli

Gli anelli, come la statua che ha dato il nome alla Giostra, sono un altro simbolo inconfondibile della tenzone cavalleresca di Foligno. Realizzati ancora oggi esclusivamente a mano, nelle tre misure necessarie di otto, sei e cinque centimetri di diametro interno, sono colorati con fasce bianche e rosse, i colori dello stemma di Foligno. Ma perché l’anello? Giostre di questo tipo nascono dopo le giostre romane alla quintana, in cui scopo del cavaliere era colpire un tronco o un palo infisso nel terreno. L’uso dell’anello deriva dal fatto che su questo tronco o palo venivano disegnati dei cerchi di varie dimensioni che il cavaliere doveva colpire con la lancia, ottenendo diversi punteggi e rendendo più avvincente la sfida. In epoche successive lo stesso criterio è stato usato disegnando dei cerchi sugli scudi dei simulacri utilizzati per le giostre; solo in un secondo momento si è passati all’anello come lo conosciamo oggi, cioè appeso ad un sostegno da infilare con la lancia. 

Le Taverne

Le taverne sono il cuore dei Rioni. Ogni contrada ne possiede una ed è qui che si concentra l’attività di aggregazione, ma l’attività di ricerca e sperimentazione che ruota intorno al settore enogastronomico, occasione per la spettacolarizzazione dei banchetti che erano propri dell’epoca barocca. Anche per il cibo, infatti, il riferimento è il Seicento. Qui si possono gustare piatti tradizionali dell’Umbria, serviti a tavola da personaggi in costume. Da un punto di vista architettonico, le taverne sono molto interessanti proprio perché si trovano in cantine o altre parti degli antichi edifici del centro storico di Foligno. I Rioni si sfidano anche nel “Gareggiare dei Convivi”, gara in cui il Banchetto è inteso non solo come degustazione di cibi, ma come vero e proprio sfoggio di arte culinaria di addobbi e di spettacoli, con musici ed attori, sempre nell’ambito dell’atmosfera del Tardo Rinascimento e del Primo Seicento.

Giovanni Bosi – Direttore www.turismoitalianews.it

 

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