360 mila i caregiver in Lombardia che si prendono cura dei propri cari

Quando un anziano smette di essere autosufficiente, il primo aiuto arriva dalla famiglia. Si tratta di un vero e proprio lavoro a tempo pieno, spesso svolto senza aiuti pubblici e a titolo gratuito, che impegna quotidianamente un membro della famiglia.

In una regione come la Lombardia, in cui ogni anno si contano 40.000 over 65 in più, è sempre più diffusa la figura del caregiver, ossia del familiare che si occupa fra le mura domestiche di un caro in difficoltà. Il Primo rapporto sul lavoro di cura in Lombardia (2015) a cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale stima che il numero delle persone che si prendono cura di un parente anziano si aggiri intorno ai 360.000. Si tratta di una cifra destinata a crescere sempre di più, in una Regione che conta 2,2 milioni di anziani e in cui questo dato è in costante crescita.

L’indagine in questo campo non si è fermata ma è stata portata avanti negli ultimi quattro anni. Condotta da Sergio Pasquinelli, capo del settore Ricerca dell’IRS, si basa su un database di 1.100 casi esaminati nell’arco di cinque anni e analizza nel dettaglio la figura del caregiver, individuandone il numero, l’identità, l’età, i bisogni, l’uso e l’interesse nei confronti dei servizi.

Chi è il caregiver in Lombardia?

Un aspetto va subito sottolineato: l’età media del caregiver sta crescendo. Se nel 2015 superava di poco i 58 anni, oggi supera i 60 anni. Si viene così a creare una situazione particolarmente problematica, perché queste figure sono fisicamente più fragili. Non solo. Se la sandwhich generation di qualche anno fa era presa dalla cura di due diverse generazioni - genitori e figli -, quella degli anni a venire sarà impegnata nell’accudirne ben tre, perché saranno compresi anche i nipoti. D’altra parte, la presenza di più generazioni potrebbe essere positiva, perché rende possibile l’affiancamento al caregiver principale di altre persone, appartenenti al nucleo familiare o  figure professionali come le badanti.

Come riportato da un articolo de “La Repubblica”, tendenzialmente il caregiver è il figlio o il coniuge dell’anziano non autosufficiente. Le figlie rappresentano il 70% del campione, anche se le quote azzurre sono in aumento in questo campo. Spesso il membro della famiglia che si occupa del proprio caro lavora a tempo pieno (38%) e sacrifica nel 35% dei casi i propri momenti liberi per assistere il familiare in difficoltà. In maniera ancora più tragica, il 25% di coloro che sono disoccupati (29%) ha dovuto lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura del proprio caro. Per quanto riguarda i coniugi, questi convivono con l’anziano e si trovano spesso in una situazione di isolamento rispetto al servizio pubblico.

Una nuova proposta di legge

Per la regione Lombardia è stata recentemente proposta una nuova legge di iniziativa popolare per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiare: #IOSONOCAREGIVER. La raccolta delle firme è attualmente in corso. Gli obiettivi che questo progetto si pone sono tre:

  • non lasciare sole le famiglie, creando una rete che favorisca la presa in carico pubblica e la progettazione di percorsi di cura;
  • rendere meno oscuro e più fruibile l’insieme di servizi, prestazioni e aiuti che già esistono;
  • promuovere maggiore informazione e formazione sul tema, poiché il numero di anziani crescerà nel futuro.

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