2020: è arrivato il picco stagionale dell’influenza

Il picco stagionale dell’influenza è arrivato anche per il 2020 e rimarrà tale fino alla seconda metà di febbraio. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 795.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 4.266.000 casi in Italia. Questo è quanto riferito dall’ultimo aggiornamento del bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità. Il bollettino ha sottolineato anche come Val D’Aosta, Lombardia, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata siano ad oggi le regioni più colpite dall’influenza 2020.

In calo rispetto all’anno scorso

Secondo quanto dichiarato da Gianni Rezza, a capo del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di sanità (Iss), a margine del convegno Flu Summit 2020, organizzato da Sanofi Pasteur a Roma, l’andamento dei contagi è ritardato rispetto all’anno passato. Valutando i dati del picco stagionale dell’influenza, non si toccheranno così gli 8 milioni di casi registrati nel 2018/2019 ma sicuramente si supereranno i 7.

Quale sono le categorie più a rischio?

Come tutti gli anni, la categoria dei bimbi di 3-4 anni è la più colpita ma è molto elevata anche la fascia dei 5-14 anni. Tra gli over 65, invece, nonostante siano a rischio, ci sono meno contagi. Questo grazie alla diffusione dei vaccini, che, benché si attesti solo al 53%, rimane comunque alta rispetto al resto della popolazione, in cui la media è del 15%.

Influenza: malanno da non sottovalutare

L’influenza è un malanno stagionale comune ma non è da sottovalutare soprattutto se si è oltre i 65 anni o se si è affetti da patologie croniche. Come diabete, obesità, bronchite cronica, asma grave, malattie cardio-circolatorie, insufficienza renale cronica, malattie del sangue, del fegato, malattie infiammatorie croniche dell’intestino (come ad esempio il morbo di Crohn).

Come prevenire l’influenza

Prevenire l’influenza non è sempre possibile, ma esistono delle buone pratiche in grado diminuire le possibilità di essere contagiati. È importante ad esempio lavarsi le mani frequentemente e per almeno venti secondi, o utilizzare uno dei tanti igienizzanti per le mani che si trovano in commercio. Vaccinarsi, se si fa parte di una categoria a rischio, è particolarmente consigliato. E coprirsi bocca e naso quando si tossisce e starnutisce non solo è una norma di buona educazione ma aiuta a limitare i contagi.

Andrea Carozzi

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