Il marketing di Apple, la celebre azienda californiana che produce – tra le altre cose – l’iPhone, ha lanciato in questi giorni un nuovo spot per promuovere l’ultimo modello del celebre smartphone e per farlo ha ingaggiato un aitante giovanotto over 50!

Tra le caratteristiche evidenziate dallo spot la resistenza all’acqua e la potenza degli speaker audio: due delle caratteristiche di punta del nuovo melafonino e certo non quelle comunemente associate alle esigenze dei clienti senior, a cui troppo spesso vengono proposti telefoni facili da usare e con i tasti grandi!

La scelta dell’azienda fondata da Steve Jobs guarda nel futuro, come sempre ci ha abituato fin dalla sua nascita, e si stacca nettamente e ancora una volta dai competitor proponendo un’immagine originale e in grado di attirare la curiosità dei clienti, strizzando l’occhio a un mercato in grande crescita ed evoluzione, quello dei senior: noi di Altraetà, ça va sans dire, pensiamo che alla Apple abbiano puntato, ancora una volta, sul cavallo giusto!

I concetti di pensionamento e di “vecchiaia” infatti sono stati rimodellati da un numero record di baby boomers, che sono per la maggior parte anche over 65, e gli effetti di questo cambiamento demografico si fanno sentire in ogni angolo del mondo.

Secondo il recente studio di Bank of America Merrill Lynch si stima che il numero di persone senior in tutto il mondo raddoppierà a più di 2 miliardi entro la metà del secolo. Entro il 2050 , i senior 65+, per la prima volta nella storia, saranno più numerosi dei bambini di età inferiore ai 5 anni.

Questo scenario ha enormi implicazioni per il governo e per le imprese. Sarah Harper, direttore dell’Istituto Oxford di invecchiamento della popolazione, sostiene infatti che “la stragrande maggioranza delle persone nel mondo sarà ancora molto produttiva a 70 anni“. La vecchia piramide della popolazione, che mostra un gran numero di giovani alla base e all’apice qualche senior, è ormai cosa passata.

Con la crisi e la tendenza a diventare genitori sempre più tardi, inoltre, diminuisce il numero di “nuove leve” ed il numero di coloro che, un tempo, avevano il più alto potere d’acquisto.

A livello economico e politico, l’aumento della longevità ha rovesciato lo scenario in materia di pensioni e sanità, con difficili innalzamenti dell’età pensionabile e spostando la responsabilità per il risparmio e l’investimento a privati.

Ma per le aziende può esserci il lato bello della medaglia; l’invecchiamento attivo della popolazione, infatti, offre alle industrie la possibilità di indirizzarsi verso un mercato completamente nuovo, con forte potere d’acquisto: il loro potere di spesa è maggiore rispetto al target che più frequentemente viene preso in esame (quello tra 18-39 anni). A tal proposito infatti è utile prendere in considerazione il recente studio americano “The Silver Dollar”, nel quale si stima che gli over 50 rappresentino negli Stati Uniti quasi il 60 per cento del totale dei consumatori, ed il 50% nel Regno Unito.

Alcune aziende di respiro internazionale hanno già compreso e adattato il proprio business in linea con le potenzialità del target senior, ad esempio Sanjeev Sanyal , global strategist di Deutsche Bank, ha evidenziato come il mercato dei beni di consumo costosi – automobili , orologi , attrezzature sportive –  sia dominato dagli adulti più anziani.