Romanze e rock, brani d’autore e canzonette, pop nostrano e musica da ballo. E ancora, i protagonisti di Sanremo, i canti di guerra e di liberazione, la musica popolare e quella di protesta. È tutto quello che si può trovare nel nuovo portale della musica italiana, “Canzone italiana”, una raccolta online di un secolo di note musicali, con circa 200 mila brani in un unico grande catalogo virtuale gratuito. Per realizzare la piattaforma più grande d’Europa, inaugurata proprio nella settimana del 68esimo Festival di Sanremo, c’è voluto il lavoro dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi del Mibact (l’ex Discoteca di Stato) in collaborazione con Spotify, uno dei più importanti provider di contenuti musicali in rete.

A fianco alle due suddivisioni tra le canzoni della prima parte del Novecento (fino al 1950) e quella degli ultimi 50 anni fino al 2000, si trovano le sezioni “Tradizioni popolari”, che raccoglie oltre 300 canzoni e materiale espressivo da parte di informatori non professionisti (gente comune la cui voce e strumenti sono stati registrati sul campo a partire dagli anni sessanta), e i Contributi speciali (mostre virtuali, storie, bibliografie, classifiche e molto altro).

Numerosi documenti sono tratti dall’Archivio etnico linguistico-musicale dell’istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, una delle collezioni più interessanti e inedite per ricostruire la realtà culturale e linguistica delle Regioni italiane. Nato nel 1962 per opera di Diego Carpitella, etnomusicologo, e Antonio Pagliaro, glottologo, l’Aelm rappresenta una delle ultime e più importanti campagne sistematiche di rilevazione e registrazione di tradizioni popolari prima della generale omologazione linguistico/culturale del Paese. Divisa per regioni e caratterizzata da una impostazione dialettologica-musicale, la collezione dell’Aelm comprende musica etnica e folkloristica, narrativa di tradizione orale e favolistica, spettacoli e rappresentazioni popolari, musica liturgica e rituale, dialetti delle isole alloglotte, dove si parlano le lingue portate secoli prima dagli antenati insediatisi in quei territori lontani dalla loro terra d’origine.

«Il portale della canzone italiana valorizza, conserva e promuove la ricchezza del patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Dalle canzoni d’autore a quelle delle tradizioni popolari, un altro modo per raccontare la storia e vitalità della canzone italiana», ha commentato il ministro dei Beni e della Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.