Oggi l’Italia è il Paese più longevo d’Europa ed è secondo a livello mondiale soltanto al Giappone: un italiano su quattro ha più di 65 anni e nel 2050 gli over 65 saranno addirittura uno su tre. Ma la concezione di invecchiamento è talmente cambiata da aver innescato una vera e propria rivoluzione nel modo di pensare e di vivere l’età d’argento, con profondi cambiamenti nelle abitudini e nelle esigenze dei senior in ogni sfera della vita e del tempo libero. E la continua crescita del mercato dei servizi per anziani non lascia dubbi sull’attrattività del comparto per aziende e start-up.

«Sviluppare un’offerta di servizi innovativi per rispondere alle esigenze degli over 65 può rivelarsi un potente motore per rilanciare la crescita in un Paese che invecchia come il nostro», spiega Mariuccia Rossini, presidente e amministratore delegato di Korian Italia. «Entro il 2030 il numero degli ultraottantenni triplicherà. La combinazione di big data e nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, offre grandissime opportunità di sviluppare nuove soluzioni».

Ed ecco, in sintesi, quali sono gli aspetti chiave del fenomeno Silver Economy in Italia, che è stato al centro del dibattito promosso a Roma da Assoprevidenza in collaborazione con Korian Italia:

1.     L’invecchiamento attivo

La terza età è sempre più associata ad uno stile di vita di qualità, più che mai attivo, nel segno del benessere e della valorizzazione degli affetti, ma anche della cura di sé e dei propri familiari, delle proprie aspirazioni e del tempo ritrovato. Il cambio di denominazione da “anziano” a “senior” non è casuale e rispecchia la pienezza dell’età d’argento, come percorso di opportunità e di riconquistata libertà. Questi aspetti, valoriali e pratici, alimentano una crescente domanda di servizi, che abbraccia trasversalmente settori chiave della nostra economia, quali sanità, industria farmaceutica e biomedicale, fitness, bellezza e chirurgia estetica, edilizia, tecnologia, trasporti, industria culturale e del tempo libero.

2.   il Belpaese come benchmark

Sullo sfondo di uno scenario a sempre maggior tasso di invecchiamento, l’Italia può diventare un vero e proprio benchmark europeo sul quale misurare l’efficacia degli investimenti per l’offerta di servizi innovativi per le esigenze dei Senior. Un mercato con barriere all’ingresso relativamente basse, ancora piuttosto frammentato e che si candida a diventare un polo di attrazione anche per gli anziani degli altri Paesi dell’Unione Europea.

3.   Silver Economy e Pil

Un dato su tutti riassume, senza bisogno di commenti, l’incidenza della Silver Economy: in Italia il valore di questo mercato è stimato intorno a 620 miliardi di euro in termini di prodotto interno lordo, con un giro di affari che secondo il Centro Studi e Ricerche di Itinerari previdenziali, potrà arrivare a muovere sino a 122,5 miliardi di euro.

4.   I Baby Boomers trainano i consumi

I Baby Boomers, oggi protagonisti dell’età d’argento, mantengono un elevato potere di acquisto. Il 40% delle famiglie fra 55 e 64 anni ha al suo attivo una ricchezza netta superiore a 250 mila euro, percentuale che resta superiore al 30% per le famiglie i cui componenti hanno da 65 anni in su. L’anziano over 65 vive in una casa di proprietà, in un caso su tre dispone di mezzi e tempo libero per sostenere economicamente i familiari, e avere una vita sociale appagante, alla quale abbina lo sport (il 14,4% tra i 65 e i 74 anni) e le vacanze. I consumi restano più alti della media per casa, salute e alimentari, ma rispetto a dieci anni fa gli anziani spendono di più per Internet (utilizzato da quasi il 30% dei 64-74enni), per attività culturali (teatro, cinema e musei) e per la pratica sportiva.

5.   Un milione di posti di lavoro

L’invecchiamento della popolazione si è tradotto in questi ultimi anni in più di un milione di posti di lavoro, un numero destinato a salire, non solo nel settore sanitario, ma anche nei settori collegati all’adeguamento delle abitazioni alle esigenze dei Senior. Oggi le aziende attive in settori riconducibili alla Silver Economy sono almeno 251.000, ma includendo tutti i settori su cui può esercitare un impatto diretto si sale a 675.000 realtà produttive. Si tratta soprattutto di studi medici e specialistici e altri servizi legati all’assistenza sanitaria, ma anche di servizi di manutenzione e cura della casa (Fonte: Area Lavoro e Welfare del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali Edoardo Zaccardi).

Chi è Mariuccia Rossini

Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano, Mariuccia Rossini, presidente e amministratore delegato di Korian Italia, inizia la propria carriera nel settore farmaceutico e poi in quello delle società di servizi sanitari, occupandomi prima per Europe Assistance, poi per Filo Diretto, della creazione di un network italiano di cliniche convenzionate. É così che si avvicina al mondo dei Senior. Nel 1995 crea il Gruppo Segesta, acquisito nel 2007 da Gruppo Korian, azienda leader nell’offerta di servizi residenziali, di cura e assistenza per l’invecchiamento di qualità. Sposata, senza figli, nel suo tempo libero Mariuccia Rossini ama cucinare e fare immersioni.