Con l’aumento dell’età media della popolazione mondiale, la cosiddetta “silver economy” è considerata la terza economia più grande al mondo, rappresentando nel 2014 un valore di circa 7 trilioni di dollari. Un valore che, secondo le stime, raggiungerà i 15 trilioni nel 2020. A oggi l’economia dei senior in Europa vale circa il 25% del Pil.

I dati emergono da un’analisi condotta da Fondazione Marche e dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Quello che emerge dallo studio è il fatto che in Italia l’aumento del reddito medio da pensione è più rapido di quello del reddito pro capite italiano a partire dal 2008; se la spesa per le pensioni è aumentata del 12% tra il 2009 e il 2016, il resto della spesa primaria è cresciuta solamente dello 0,1%. Di conseguenza, il rapporto tra spesa per pensioni e altra spesa primaria è salito di oltre 5 punti percentuali tra il 2009 e il 2016.

Una nuova sfida, dunque, quella dell’ “aging”: sfida da affrontare e vincere, rendendo sostenibile il settore. Come? Innovandolo, come ormai da tempo avviene in altri comparti, come quello dei servizi e dell’industria. In questo settore l’innovazione rappresenta proprio una formidabile opportunità di crescita, permettendo soprattutto di migliorare la qualità della vita dei protagonisti della silver economy.