Tra musica, invasioni di campo, ospiti, risate e fiori, si è conclusa con quasi 12 milioni di ascolti la prima attesissima serata di Sanremo 2018. Un Sanremo a trazione “over”, a partire dal direttore artistico Claudio Baglioni (classe 1951), ma anche per i tanti cantanti senior in gara. Da Ornella Vanoni, che a settembre compirà 84 anni, a Roby Facchinetti che il primo maggio di anni ne compirà 74. In coppia con lui c’è il 70enne Riccardo Fogli, mentre sul palco è salito anche Ron, classe 1953.

Ma veniamo alla serata e alle sue migliori e peggiori performance dal punto di vista canoro e di conduzione.

Nonostante le critiche arrivate dal web (ne avevamo parlato qui), è lei la regina della serata: Michelle Hunziker, bellissima ed elegantissima in nero. Sicuramente tra i top, con il suo sorriso e la sua impeccabile conduzione, per buona parte sulle sue spalle. E tra i top anche la “spalla” Pierfrancesco Favino, che tiene ottimamente il palco e non delude, anche dal punto di vista canoro. Non si può definire un vero e proprio flop Claudio Baglioni, resta il fatto che il direttore artistico del Festival è di professione cantante e non conduttore, e questo si vede: la sua migliore performance è proprio il duetto con Fiorello, vero show man della serata. È lui l’anima grintosa che accende il palco, fa ridere il pubblico, sdrammatizza anche quando un invasore entra in sala chiedendo del procuratore della Repubblica. Ed è ancora lui che “sostituisce” l’attesa Laura Pausini, fermata da una laringite e quindi illustre ospite assente nella prima serata, ma arriverà sabato. Top sicuramente un’altra presenza “senior”: è quella di Paddy Jones, la “nonnina” che balla a fianco all’esibizione dello Stato Sociale, un’arzilla 83enne che ha animato il palcoscenico con una grande performance: dopo diverse partecipazioni a talent show, Jones è entrata nel Guiness World Record per essere la ballerina acrobatica più anziana del mondo. 

E la musica? Top Ermal Meta e Fabrizio Moro, lo dice il pubblico: applauditissimi, sostenuti dai numerosi fan, sono tra i papabili vincitori. Sempre che non diventi realtà il mistero legato al loro brano “Non mi avete fatto niente”, un possibile plagio di una canzone portata a Sanremo Giovani 2016, come si legge su Repubblica.

Altra canzone che ci è piaciuta quella di Diodato e Roy Paci, un insolito duetto tra una bellissima voce e il suono della tromba. Entra in testa il ritornello dei Kolors, che dedicano il loro brano a Frida Khalo: sarà molto probabilmente la canzone che non vince Sanremo ma che passa in radio grazie a quel vincente “Mai, mai, mai”.

Sottotono, a nostro parere, le bellissime Nina Zilli e Annalisa, nonostante siano entrambe premiate dalla giuria demoscopica insieme a Lo stato sociale e Noemi. Brano poco brillante (non certo per gli straordinari gioielli che indossa chi lo canta) per la giudice di Italia’s Got Talent, mentre la savonese apre le danze con la “solita” canzone d’amore: niente da dire sulla sua incredibile voce, ma ci piace molto di più sulle note frizzanti di brani come Direzione la vita e Se avessi un cuore. Non molto in forma Giovanni Caccamo, dal punto di vista canoro forse una delle peggiori performance della prima serata.

Molto positive invece le prestazioni degli “over” Ron, con la sua “Almeno Pensami” e dell’elegantissima Ornella Vanoni, con la sua voce, ancora unica, impegnata a cantare “Imparare ad amarsi”, con Bungaro e Pacifico. Piace anche il rock grintoso delle Vibrazioni, mentre ci rimane davvero poco delle performance di Facchinetti insieme a Riccardo Fogli e di Elio e le Storie Tese.