I dipendenti pubblici in pensione dopo il primo gennaio 2016 avranno l’adeguamento del trattamento previdenziale in base al rinnovo del contratto del pubblico impiego. Novità che toccano anche gli importi corrisposti: gli aumenti contrattuali previsti dovranno essere presi come base per il ricalcolo delle pensioni.

In media si parla di un aumento di 80-90 euro al mese. L’importo preciso dipende dal settore di provenienza e dalla posizione del lavoratore. Il calcolo viene fatto sulla base della progressione economica stabilita dai singoli contratti collettivi (amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità e via dicendo).

I pensionati riceveranno la parte di aumento per il periodo lavorato compreso nel triennio 2016-2018 e avranno il ricalcolo della pensione sulla base delle nuove disposizioni contrattuali. Non cambia nulla, invece, per coloro che erano già in pensione prima del 2016.

Per ciò che riguarda invece Tfr o Tfs, il trattamento di fine rapporto o di fine servizio viene ricalcolato in base alla data di cessazione, anche in questo caso calcolando l’aumento spettante. La modulazione degli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale è la seguente: gennaio 2016, gennaio 2017 e marzo 2018. Di conseguenza, chi è andato in pensione nel 2016 avrà calcolato nel Tfr solo l’aumento scattato nel gennaio 2016. In ogni caso, non è necessario presentare alcuna domanda: l’Inps procede autonomamente a tutte le operazioni di conguaglio e al ricalcolo del cedolino pensione.