Dai nuovi scenari sanitari che stanno ridisegnando il futuro del settore in Italia (a causa dell’invecchiamento della popolazione, aumento delle malattie croniche e degenerative, configurazione di una società multirazziale), derivano nuove esigenze del cittadino e dell’intera comunità, alla continua ricerca di un equilibrio tra assistenza ospedaliera e spese economiche. Da cui scaturisce la crescente attenzione verso nuovi modelli assistenziali in grado di garantire un’elevata qualità del servizio a un costo ridotto.

In questo contesto la figura dell’infermiere di famiglia è destinata a diventare una dei responsabili della salute del nucleo famigliare. Oltre a fornire informazioni specifiche riguardo la patologia in questione, l’infermiere di famiglia offrirà le proprie competenze anche per spiegare i vantaggi legati a uno stile di vita sano, in modo da contribuire a spostare progressivamente l’attenzione della persona dal concetto di “cura” a quella di “prevenzione”.

Come sostiene da anni anche l’Organizzazione mondiale della sanità, grazie al lavoro svolto da queste figure si faciliteranno le dimissioni dagli ospedali e, concretamente, ciò ha un duplice vantaggio poiché, da un lato, si registra un importante risparmio economico nelle spese sanitarie e, dall’altro, il paziente ha la possibilità di terminare le cure a casa, circondato dagli affetti e dalle proprie comodità.

In Italia, per ora, questa figura professionale non si è ancora diffusa su tutta la penisola, diversamente da quanto avviene nei Paesi anglosassoni, dove l’infermiere di famiglia sta riscuotendo un notevole successo. Nonostante l’alone di diffidenza che circonda questa figura nel nostro Paese (principalmente dovuta alla sua autonomia), anche in Italia si iniziano a compiere i primi passi avanti, sia dal punto di vista legislativo sia mediante l’attivazione di master e corsi di specializzazione creati appositamente per la formazione di questa nuova figura professionale. 

Chi è l’infermiere di famiglia

Questa figura professionale identifica un professionista sanitario che progetta, attua, valuta interventi di promozione, prevenzione, educazione e formazione. In sostanza, è colui che si occupa dell’assistenza infermieristica all’individuo e alla collettività, ma che sostiene anche interventi di ricerca, indagini epidemiologiche in comunità e in ambito familiare promuovendo azioni non solo curative, ma anche educative e preventive.

Il suo ruolo è quello di aiutare gli individui e famiglie ad affrontare la malattia e la disabilità cronica, nei periodi difficili, trascorrere una gran parte del suo tempo lavorando nelle case dei pazienti e delle loro famiglie. Inoltre, sarà in grado di informare sui fattori di rischio legati agli stili di vita e ai comportamenti e assisterà le famiglie in tutto ciò che concerne la salute tramite una individuazione precoce dei problemi sanitari.

A seguito di una preparazione specifica, l’infermiere di famiglia sarà in grado di agire sul territorio, conoscerà la mappa dei servizi sociali, avrà la competenza di instaurare un rapporto diretto, non solo con il malato, ma anche con la persona sana, occupandosi delle sue necessità, e aiutandolo insieme con la sua famiglia a evitare rischi sanitari. Gli infermieri di famiglia faciliteranno le dimissioni precoci dagli ospedali, fornendo assistenza infermieristica a domicilio e agiranno inoltre da tramite tra la famiglia e il medico di base, sostituendosi a quest’ultimo quando i bisogni identificati sono di carattere prevalentemente infermieristico.