Ho seguito il primo corso come home stager a Milano nel 2013: provenivo dal settore degli investimenti immobiliari e avevo alle spalle un’esperienza ventennale come designer di gioielli. La crisi aveva reso necessario per me un cambio lavorativo e inoltre avvertivo già ben chiaro il bisogno, nel settore immobiliare, di una preparazione di tipo professionale per le abitazioni in vendita.

Da un paio di anni e nell’ultimo, in particolare, ho iniziato a fare dell’home staging un’occupazione a tempo pieno. C’è stato un vero e proprio cambio di atteggiamento fra agenti immobiliari, investitori e privati, complici anche le trasmissioni televisive a tema.

Nell’home staging non si finisce mai di imparare: la professione di evolve sempre e frequento una decina di corsi all’anno, su tanti aspetti specifici. Per esempio, la fotografia: seguo questo aspetto personalmente perché spesso i fotografi non sono abituati a vedere con gli occhi dell’home stager e a volte è difficile trovare i professionisti giusti con cui collaborare.

L’aspetto più soddisfacente del mio lavoro è la possibilità di dare una nuova vita agli immobili, trasformare case scialbe in abitazioni con un’anima. I proprietari si sorprendono e dimostrano calore ed entusiasmo, mentre i compratori interessati aumentano.

La cosa più difficile? Far capire, soprattutto ai privati, che quando di mette in vendita una casa è necessario un investimento. Inoltre, quando si lavora su case già abitate, è importante lavorare con sensibilità, perché si toccano corde personali. Bisogna lavorare di psicologia e porre le cose nel modo giusto: la casa va considerata come un prodotto in vendita.

Susanna Menegotto, 50 anni, di Vicenza, è attiva nelle province di Verona, Padova, Vicenza e Venezia. www.homedesingplus.it