Gli over 50 si sentono ancora pienamente in forze per contribuire alla crescita dell’azienda dove lavorano. A dirlo è una ricerca di Accenture condotta fra Aprile e Maggio 2012 attraverso cinquecento interviste effettuate su un campione di lavoratori dai cinquant’anni in su, che ricoprono, in azienda, sia posizioni di responsabilità che operative.

La nostra ricerca – spiega Stefano Trombetta, responsabile talent e organization di Accenture- è nata con l’obiettivo di analizzare la percezione che i lavoratori over 50 hanno della propria condizione lavorativa. Quello che abbiamo rilevato è che i lavoratori nonostante l’attuale condizione economica e l’età avanzata non ritengono che il loro posto di lavoro sia in pericolo.

Questa percezione viene confermata anche da recenti analisi (Rilevazione ISTAT luglio 2012 sul tasso di inattività, ISTAT ) secondo cui in termini di tassi occupazionali le fasce d’età più avanzate stanno mediamente reggendo meglio di altre alla crisi.

Flessibilità, partite iva, consulenze: come reinventarsi dopo aver perso il lavoro alla soglia della pensione?

Le forme di flessibilità quand’anche comportino uno “scambio” con maggior reddito potenziale o maggior tempo da dedicare a sé vengono ancora percepite con molto timore.

Rispetto alla diffusione non abbiamo rilevato dati specifici, tuttavia riteniamo che le aziende debbano immaginare percorsi di carriera non solo verticali per le persone. In particolare pensiamo ci debba essere spazio per ruoli di advisory che affianchino la tipica struttura organizzativa verticale, indipendentemente dal fatto che siano gestiti con forme contrattuali classiche o flessibili.

Perché questo funzioni è fondamentale un forte cambiamento culturale per far sì che queste nuove posizioni siano pensate per essere produttive e gratificanti, superando l’ossessione per il ruolo vissuto come status che oggi ingessa le strutture organizzative e le politiche di sviluppo delle persone.

Qual è per le aziende il valore aggiunto nell’impiegare lavoratori over 50?

Valorizzare i lavoratori over 50 è oggi per le aziende una priorità assoluta. La doppia spinta del cambiamento demografico e della recente riforma pensionistica ha portato un aumento di questa fascia di popolazione.

E’ facilmente comprensibile quindi che – come emerge dalla ricerca – queste persone si sentano ancora a pieno titolo inserite “nel vivo” dell’attività lavorativa e si aspettino di avere le opportunità per sviluppare ulteriormente la propria vita professionale.

Quindi, al di là degli stereotipi, è fondamentale per le aziende italiane riconoscere il valore di queste persone non solo in termini di esperienza e conoscenze già apprese, ma anche come capacità di rimettersi in gioco e di affrontare nuove sfide.

E gli svantaggi?

Più che di vantaggi o svantaggi parlerei ancora una volta della necessità di un cambiamento profondo nelle modalità culturali e organizzative con cui il management e le funzioni risorse umane affrontano la gestione di questo tipo di popolazione.