Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Coop tra i marchi che, tra gli “over”, hanno più appeal. Nella top ten stilata da IPSOS, leader mondiale delle ricerche di mercato, che ha di recente pubblicato la nuova classifica “The Most Influential Brands”, i marchi food sono tra i protagonisti.

L’indagine di quest’anno ha messo in evidenza le differenze generazionali nel rapporto che i consumatori instaurano con i brand. In quest’ottica, i risultati della ricerca sono stati declinati su due specifici target: i Millennials da un lato (9 milioni di Italiani fra i 22 e i 34 anni) e i Boomers dall’altro (15 milioni di italiani fra i 52 e i 70 anni). Gli intervistati sono stati invitati ad esprimere la loro percezione nei confronti di un panel di 100 brand selezionati in base a quote di mercato, investimenti pubblicitari e rilevanza complessiva sullo scenario nazionale.

I consumatori maturi hanno definito più frequentemente con aggettivi di affidabilità, fiducia e impegno sociale marche note per l’heritage storico come, per citarne di ulteriori, ad esempio Mutti, Lavazza e Rana.

Principali differenze fra i due cluster nell’approccio a mezzi di comunicazione, consumo e marche. In generale, i consumatori più giovani sono più distratti durante l’utilizzo dei vari media e lo sono in particolar modo quando il medium di cui stanno fruendo è la televisione. Considerando invece i criteri di  selezione dei prodotti, i Millennials sono più attenti a recensioni e prezzo, mentre i Boomers attribuiscono maggior valore alle marche e alla genuinità.

Inoltre, nel vero e proprio rapporto con i brand, se la considerazione nei loro confronti è trasversale fra i due gruppi, questi ultimi differiscono per i motivi che li spingono alla scelta di un marchio. I Millennials sono infatti più sensibili alle raccomandazioni di famiglia, amici ed esperti, mentre i Boomers valutano importante la reputazione della marca.

Le categorie merceologiche e lo spazio che occupano nella vita di Boomers e Millennials

Le categorie merceologiche coinvolte nell’indagine includono: food, automotive, travel, device, retail, digital-social, sport-fashion, tv & entertainment, telco, banking – insurance, QSR & supermarket, alcoholic drinks, soft drinks, editoria, coffee, utilities e betting.

Dall’analisi generazionale sull’influenza dei brand in base alla categoria di appartenenza emergono due classifiche differenti. I Millennials hanno un’affinità particolare con le categorie 1) digital-social, 2) device, 3) telco, 4) travel, 5) retail e 6) food. Dall’altra parte, i Boomers riservano più spazio nel loro quotidiano a 1) device, 2) digital-social, 3) retail, 4) food, 5) coffee e 6) TV & entertainment.

Criteri di preferenza testimoniati anche dall’attribuzione di aggettivi evocativi ai singoli brand in modo più o meno preponderante. È interessante riscontrare, infatti, come i consumatori maturi abbiano definito più frequentemente con aggettivi di affidabilità, fiducia e impegno sociale marche note per l’heritage storico come ad esempio Mutti, Lavazza, Parmigiano Reggiano e Rana. Dall’altro lato invece, i pubblici più giovani, a conferma di quanto emerso, hanno identificato in modo più ricorrente, con aggettivi riferiti all’innovazione e al coinvolgimento, aziende dalla storia più recente come ad esempio AirBnb, Ryanair, Instagram e H&M.
Per quanto sia evidente una polarizzazione netta rispetto all’età dei target di riferimento per molti brand presenti in classifica, l’indagine Ipsos ha  anche evidenziato una zona franca, comprendente alcune marche capaci di prescindere dal fattore “età” e di accomunare la scelta di due cluster così differenti fra loro. Ne sono esempio brand che coniugano tratti volti al futuro con elementi d’indiscussa solidità, fra gli altri, Nike, Whatsapp e Huawei.

LA TOP 10 GENERALE E LE SINGOLE BASATE SU BOOMERS E MILLENNIALS

The Most Influential Brands