Desideriamo tutti prenderci cura di noi stessi, ma cosa dobbiamo conoscere per farlo adeguatamente? Daniela Ameri intervista il Life Coach Lorenzo Boni, nostro nuovo collaboratore.

Innanzitutto spieghiamo ai nostri lettori a cosa può servire un Coach…

Partiamo facendo una riflessione “spaziale”. Durante un appuntamento di group coaching, le sedie vengono posizionate in cerchio. Questo perché non è il Coach che insegna e gli ospiti imparano, la relazione è di partnership e ha una finalità molto semplice: aiutare gli altri a far le scelte migliori per loro stessi.

Quando una persona normale ha un problema magari chiede aiuto ad un amico che però le dice il suo punto di vista. Può andar bene, ma non sempre è quello che le serve. È come se ci desse un vestito che non è il nostro!

Il coaching è una metodica che fa in modo di aiutare una persona a risolvere da sé le proprie situazioni ed arrivare ai propri obiettivi.

Vi sono ovviamente diversi tipi di coaching, lei è un Life Coach: che cosa fa di preciso? Come aiuta le persone?

Nella vita una persona attraversa diverse fasi, a trent’anni, secondo studi specifici, una persona ha una certa qualità energetica, a quaranta, cinquanta, sessanta, possiede un altro tipo di energia.

Dopo i sessanta è dimostrato che parte una nuova giovinezza che ha delle connotazioni diverse rispetto all’adolescenza, ma che corrisponde ad una ripresa del proprio tempo. La bellezza della vita è proprio il fatto che a sessant’anni ci regala una nuova fase, un nuovo spirito aperto al divertimento e a nuove esperienze.

Arrivati all’età della pensione, però, non sempre si è aperti a questa nuova fase. Prendiamo una persona che ha lavorato tutta la vita: il suo modo di fare è diventato il suo modo di essere. Ha iniziato ad identificare se stesso con ciò che fa, perciò quando smette di “fare” qualcosa (per esempio il lavoro di una vita) smette in qualche modo di “essere”.

A questo punto subentra una sorta di download mentale che porta la persona a privarsi di una nuova vita restando aggrappata al passato.

Il Life Coach, a questo punto, cerca di focalizzare il tuo pensiero non più sul passato, ma sul presente e soprattutto sul futuro.

Secondo lei la nostra società è già aperta per ricevere il contributo dei sessantenni o in questo momento vengono messi da parte?

Questa è una domanda interessante che mi permette di fare un’ulteriore precisazione: il coach non si occupa di ciò che c’è fuori di te, ma di ciò che c’è dentro di te. “Come è dentro è fuori” diceva qualcuno, cosa significa? È vero che la società non è forse pronta, ma è altrettanto vero che se una persona è pronta, poi da una diventano due, tre e così via, comunque avrà un effetto sulla sua società. Magari a partire da un cambiamento nella sua cerchia di amici che crea abbondanza nella sua vita.

Il decadimento fisico, invece, come viene accolto dai senior?

Intanto la prima cosa che un Life Coach fa focalizzare è che non esiste un corpo e non esiste una mente. L’essere umano è un insieme di strutture compresse che si intersecano: mente, corpo, anima…

Il corpo cambia, è vero, allora la prima cosa che possiamo fare è iniziare ad ascoltare ed interpretare il nostro corpo. Cosa mi sta raccontando di me il mio corpo? Ci sono dei casi documentati in cui il corpo si ammala o decade perché il nostro spirito, la nostra anima, non è sana! L’anima come fa a parlare? Ha solo il corpo. Allora a volte un male è semplicemente un segnale dell’anima che ti invita a puntare ad altro. Quindi non è sanare il corpo per sanare l’anima, ma viceversa.

Adesso si fa ricorso alla chirurgia estetica per “aiutarsi”, ma lo facciamo in relazione al nostro essere o per non riconoscerlo? Questa è la differenza: mi prendo cura del mio corpo perché mi prendo cura di me o per non rendermi conto di cosa stia succedendo?

Il Life Coach aiuta le persone a rispondere a queste domande e aiuta loro a intraprendere le giuste strade della vita.

La Direttrice, Daniela Boccadoro Ameri