Nuove prospettive di cura in Liguria per i pazienti con leucemia linfatica cronica, il tumore del sangue più frequente. L’Ematologia del San Martino di Genova, il polo ligure dedicato all’ematologia oncologica, si conferma in prima linea nel fronteggiare la sfida dei tumori del sangue che, con leucemie e linfomi, sono in ascesa nella terza età.

«L’Ematologia di Genova dispone di ematologi specializzati nella diagnosi e nelle terapie avanzate delle malattie del sangue e della leucemia linfatica cronica, ed è attivamente impegnata in vari protocolli di ricerca clinica nazionali ed internazionali per la cura delle malattie neoplastiche del sangue – dichiara Emanuele Angelucci (Ematologia e Centro Trapianti) − Stiamo conducendo inoltre, insieme alla equipe di Marco Gobbi (Clinica Ematologica), un’intensa attività̀ di ricerca in campo biomedico sui nuovi farmaci e sulle nuove modalità di cura che stanno aprendo nuove prospettive per i pazienti. Sono tempi di grandi progressi per le malattie ematologiche del sangue e oggi è possibile offrire a ciascun paziente terapie sempre più mirate e appropriate, a partire dalle caratteristiche genomiche del suo tumore, come le nuove forme di terapia basate su farmaci in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali».

La leucemia linfatica cronica, che in Italia ogni anno registra circa 3 mila nuove diagnosi, è una malattia tumorale cronica che colpisce il midollo osseo e il sangue. Rappresenta il tipo più comune di leucemia negli adulti e generalmente si manifesta nelle persone di età più avanzata. In questi pazienti la prognosi è spesso sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi con una rete di centri specializzati di eccellenza come l’Ematologia del San Martino di Genova, un esempio unico di integrazione tra Ricerca, Diagnostica Avanzata e Clinica.

«Oggi in Italia disponiamo di un nuovo farmaco “intelligente” per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica, il venetoclax, recentemente approvato dall’Aifa – afferma Angelucci – Si tratta del primo di una nuova classe di farmaci in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali, incluse le cellule cancerose nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. I risultati stanno dimostrando che questa nuova terapia orale è in grado di offrire tassi importanti di risposta globale anche in pazienti con quadri clinici difficili da trattare. Una nuova forma di trattamento che nei pazienti per cui è indicata potrebbe permettere di guarire la leucemia linfatica cronica. Per questi pazienti oggi si può sperare di poter interrompere la terapia».

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha recentemente approvato la rimborsabilità in Italia del venetoclax di AbbVie, il primo farmaco in grado di inibire in maniera selettiva la funzione della proteina BCL-2 e quindi attivare la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi), incluse le cellule cancerose nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. Il farmaco va assunto per via orale ma comunque sempre somministrato da mani esperte e in centri ematologici perché, come tutti i farmaci, non privo di effetti collaterali.