Innamorarsi delle Langhe, Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, non è affatto difficile. Durante una passeggiata tra i caldi colori della campagna autunnale, oppure vivendo un’esperienza culturale tra castelli, leggende e tradizioni. Ma anche l’enogastronomia può far “perdere la testa” per questa lingua di terra stretta tra le province di Asti e Cuneo: non a caso, tra rinomati vini, formaggi prelibati e le ben note nocciole, il principe delle Langhe è il tartufo

I tartufi (ipogei) sono funghi sotterranei che crescono proprio in questa stagione, tra ottobre e novembre, e per trovarli c’è bisogno del fiuto di un cane. “Andar per tartufi” è un’arte: ci vuole abilità e c’è chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere. Il “Trifulao” (nome attribuito al cercatore di tartufi) preferisce agire di notte, quando tutto è tranquillo, la campagna riposa e gli odori sono più accentuati. Il cane, addestrato a questo mestiere, cerca con il suo fiuto il tubero vicino al bordo dei tronchi d’albero e una volta individuato, si mette a scavare. Bisogna trovare il tartufo in questo determinato periodo, quando emette un profumo particolare. Il “Trifulao” non conosce soste o giorni festivi, deve raccogliere numerosi pezzi che andranno pesati e valutati. Spesso i tartufi vengono venduti a prezzi davvero incredibili. Nel 2016 l’asta aveva definito un costo medio di 350 euro l’etto.

Non mancano le proposte per chi volesse prenotare un’escursione di questo tipo: i costi variano dai 60 ai 120 euro per due persone e durano circa due ore: è raccomandato un abbigliamento molto comodo e indicato per camminare nei boschi.

Alba, la capitale del tartufo, in questo periodo è tutta un fermento, pronta a ospitare l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco, che si svolge il 13 novembre nelle sale del Castello di Grinzane: per l’occasione, grazie a un collegamento satellitare, tutto il mondo potrà partecipare a questo avvenimento.

In cucina il protagonista delle Langhe è molto apprezzato. Può essere grattugiato crudo sulle pietanze, nei risotti, sui Ravioli al Plin, sulla carne o abbinato ai formaggi tipici del posto (famosa è la Robiola d’Alba al tartufo).

Una famosa massima anonima recita: “Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. Non a caso, si narra che dopo aver consumato un buon pasto nelle Langhe, si sia invogliati a tornare di nuovo in questa terra magica.

Liliana Salvatore