Il fenomeno delle università per gli “over 50”, meglio conosciute come “Università della terza età” è nato alla fine degli anni ’70, ma proprio di recente ha visto un sorprendente aumento di popolarità, soprattutto tra gli italiani.

Molti sono infatti i nostri connazionali che raggiunta la pensione, o comunque in età matura, decidono di tornare a dedicare del tempo allo studio così da approfondire i propri interessi, magari abbandonati in passato per lasciare spazio all’attività lavorativa.
Le università della terza età propongono corsi molto variegati, che spaziano dalla letteratura classica alle lingue straniere, dalle discipline scientifiche alle forme d’arte moderne, e così via.

Ognuna di queste università è autonoma e ha una propria organizzazione; tuttavia, per essere riconosciute tali, tutte le università della terza età devono rispettare dei requisiti, come prevedere non meno di sei corsi e un totale di almeno 100 ore di lezione ogni anno. Gli insegnanti poi, devono essere opportunamente preparati e due terzi del corpo docente deve essere costituito da persone laureate.

Le università della terza età ricevono fondi dallo Stato in virtù del ruolo che ricoprono nella diffusione della cultura e nell’inserimento sociale anche dei più anziani; pertanto, chi si iscrive deve pagare solo una quota annua piuttosto bassa (circa 50 euro) e l’iscrizione ai singoli corsi, che nella maggior parte dei casi ha un costo proporzionato al reddito. Molte università, inoltre, consentono ai familiari dei propri studenti di iscriversi a loro volta pagando una quota ridotta.

Secondo le statistiche, a iscriversi alle università della terza età sono soprattutto donne, e molte sono le coppie che decidono di vivere insieme questa esperienza. Oltre alle lezioni in aula, l’offerta formativa è ampliata con numerose attività straordinarie, come ad esempio le visite a monumenti o musei.

Per iscriversi non sono necessari particolari requisiti: non è richiesto né un titolo di studio né, solitamente, un limite di età da rispettare; in ogni caso, la maggior parte degli iscritti ha tra i 50 ed i 70 anni, e possiede un diploma di maturità. A termine di ogni corso, le università della terza età rilasciano un attestato, che ovviamente non è valido a fini legali.

Chi invece vuole seguire un percorso di studi più impegnativo, che porti al conseguimento di una vera laurea pur senza iscriversi ad un’università tradizionale, può beneficiare degli strumenti che la tecnologia ci mette oggi a disposizione, e iscriversi a un’università telematica.

Sorti all’inizio degli anni 2000, gli atenei telematici non sono poi così diversi da quelli tradizionali; la differenza principale è che chi segue un corso di laurea online non ha necessità di recarsi in facoltà per seguire le lezioni: vi può accedere comodamente da casa attraverso il proprio computer ed il proprio collegamento ad internet.

Le lezioni si possono seguire sia in diretta (potendo quindi interagire coi docenti), sia in differita, scegliendo in piena autonomia e in base alle proprie esigenze il momento più adeguato per dedicarsi allo studio.

Gli esami possono invece essere sostenuti nella sede principale della facoltà oppure in una delle numerose sedi decentrate, solitamente presenti in ogni capoluogo di provincia.
Conseguire la laurea non richiederà necessariamente molto tempo: a seguito delle riforme universitarie degli ultimi anni, infatti, sono state introdotte le cosiddette lauree brevi, che prevedono una durata di appena tre anni.

Le università online non hanno ovviamente nulla da invidiare a quelle tradizionali per quanto riguarda il livello di preparazione che garantiscono, e alcune godono di un particolare prestigio.

Una laurea conseguita per via telematica ha chiaramente lo stesso valore di una tradizionale, e allo stesso modo, conseguire questo titolo di studio presuppone da parte dello studente lo stesso grado di impegno e di determinazione.

Susanna G.