Disponibilità economiche permettendo, investire in titoli finanziari è una scelta interessante, ma per essere effettivamente proficua, questa operazione deve tenere conto di una serie di fattori di rischio e di errori da evitare. A fare il punto ci pensa Ken Fisher, gestore finanziario con oltre 30 anni di esperienza sul campo, presidente di Fisher Investments Italia, il nome commerciale della succursale italiana di Fisher Investments Europe Limited, in un’intervista pubblicata su Pmi.it.

Primo errore da non commettere, è quello di sottovalutare l’orizzonte temporale delle attività: oggi si tende a sottovalutare la propria longevità e a fare scelte di vita che portano a esaurire le proprie risorse prima della fine della propria vita. Al contrario, bisogna sapersi garantire la necessaria stabilità e soddisfare le esigenze di reddito per tutta la vita, lasciando possibilmente un’eredità a parenti e persone care.

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Altra questione importante, saper allineare obiettivi e strategia, fondamentale per garantire un successo a lungo termine sul fronte degli investimenti. La lunghezza dell’orizzonte temporale di investimento è direttamente proporzionale all’entità del rischio che è generalmente possibile assumere: spesso si osserva un atteggiamento troppo prudente che porta gli investitori a non assumere rischi sufficienti, concentrandosi sulla volatilità a breve termine anziché sulla probabilità a lungo termine di conseguire i propri obiettivi, ottenendo così portafogli sottoperformanti rispetto agli obiettivi desiderati.

A ciò aggiungiamo l’importanza di distinguere tra esigenze di reddito e di cassa: secondo quanto spiega Fisher, redditi e flussi di cassa non sono la stessa cosa. Per flusso di cassa si intende il denaro necessario per le spese di mantenimento e per altre esigenze personali, mentre il reddito corrisponde all’ammontare dei dividendi e degli interessi maturati da un portafoglio su cui l’investitore potrebbe dover pagare imposte. In questo caso l’errore peggiore consiste nel fare affidamento esclusivamente sul reddito per raggiungere i flussi di cassa necessari, senza mai attingere al capitale.

Altri fattori di rischio sono quelli non intenzionali: è necessario quindi essere consapevoli del fatto che la gestione di un portafoglio diversificato comporta numerosi rischi nascosti. Una involontaria concentrazione troppo elevata di fattori che influenzano i titoli in maniera correlata può esporre a rischi non preventivati.

Occorre poi non limitarsi ai mercati locali: per un portafoglio ben strutturato, la diversificazione è fondamentale. Tra i fattori di diversificazione c’è anche il fatto che il rendimento è in parte correlato all’andamento economico e al clima politico generale del Paese di origine.

Da non trascurare poi, i fondamentali dell’economia: domanda e offerta, il motore fondamentale per determinare il prezzo delle quotazioni. In sostanza, nel breve termine, l’offerta di titoli è relativamente fissa, perché nuove emissioni richiedono tempo, ma nel lungo periodo, l’offerta rappresenta il fattore principale di determinazione dei prezzi: la capacità di monitorare, analizzare e valutare accuratamente questo fondamentale principio della teoria economica è secondo Fisher essenziale per formulare valide previsioni sui mercati, perché consente di filtrare gli elementi irrilevanti.

Prima investire, occorre informarsi. E le fonti di informazione devono essere affidabili: non bisognerebbe mai basarsi esclusivamente su informazioni di pubblico dominio, perché non appena tutti vengono a conoscenza di una determinata informazione, il prezzo dei titoli ne viene influenzato. Per generare extra-rendimenti è necessario interpretare le informazioni di pubblico dominio in modo corretto e diverso rispetto agli altri: si tratta ovviamente di una capacità che richiede esperienza, ricerca e disciplina.

Potrebbe poi essere controproducente dimostrare eccessiva fiducia nelle proprie capacità di investimento, per esempio connettendosi sui propri successi e dimenticando gli errori commessi in passato. Perciò il consiglio è quello di sforzarsi di mantenere un atteggiamento obiettivo per evitare di esporsi a eccessivi rischi di portafoglio. In quest’ottica è fondamentale creare un ambiente di investimento senza emotività, nel quale le decisioni vengono prese con obiettività.

Infine, attenzione alle commissioni: spesso sono eccessive e capaci di comportare costi annuali molto elevati, tanto da fare la differenza fra un andamento sovra o sotto-performante.