Pasta fresca, meglio se di grano duro. Cottura al dente, in modo che non scuocia durante il trasporto. Il contenitore: termico, meglio se di materiali naturali. A tavola impiatta la tua pasta, la gusterai di più soprattutto se la confezione takeaway è molto calda. Non sprecare: se hai esagerato con l’ordine, ricorda che la pasta è un ottimo avanzo per frittate, timballi, e pasticci gustosi. Sono le cinque regole d’oro per una perfetta pasta a domicilio. Li rivela Just Eat, confermando anche l’amore degli italiani per questo cibo, con un’impennata di ordini (+70%) rispetto al 2016 e ben 15 mila kg di pasta ordinati in Italia nel 2017.

La ricerca è stata realizzata su oltre 14 mila utenti in 13 città italiane. Il risultato? La lasagna è il piatto di pasta più ordinato a livello nazionale, seguita dalla carbonara e, a maggior distanza, dalle tagliatelle al ragù. Bologna è la città che ordina più pasta in Italia davanti alla capitale e a Milano. Ma la classifica della top ten delle ricette di pasta più ordinate a domicilio riserva vere sorprese legate alla tradizione e ai simboli delle tipicità regionali italiane.

Al quarto posto si posizionano i tortellini alla panna, poi le penne all’arrabbiata e gli gnocchi alla sorrentina, terminando al decimo posto con la specialità emiliana gramigna e salsiccia.

 

Guardando al resto dello stivale, troviamo delle preferenze assolute come lasagne al pesto a Genova, i tortelli al basilico a Firenze, spaghetti allo scoglio a Pisa, fettuccine alle vongole veraci a Palermo, orecchiette al ragù a Bari.

La richiesta di pasta a domicilio però è anche cresciuta molto rispetto al 2016 (+70% dato nazionale) con alcune città dove la passione per questo alimento è letteralmente esplosa, in particolare a Catania (+121%), Verona (+110%) e Napoli (+105%), seguite da Genova (+93%) e da Torino (71%).

A confermare il trend della pasta a domicilio ci pensano anche i tanti ristoranti a domicilio che negli ultimi due anni sono nati in diverse città italiane e che puntano tutto proprio sulle consegne a domicilio, con pochissimi posti in sala.

Da Tortellino a Bologna che ha trasformato la pasta in un format anche street food, alle raviolerie, fino a Pastando a Palermo che produce pasta fresca con grani siciliani, e Rizzelli a Torino, una vera e propria boutique della pasta fresca che utilizza un particolare tipo di grano duro che consente alla pasta di non scuocere durante il trasporto. I tipi di pasta che si possono ordinare sono diversi e si dividono in due categorie: le “classiche”, quindi amatriciana, pesto, cacio e pepe, vongole e molte altre, e le “speciali”, i cui ingredienti variano a seconda della stagione arrivando a comprendere funghi e persino tartufi.

Analizzando i periodi dell’anno in cui è stato registrato un aumento di ordini di pasta, si scopre che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, la pasta non è un alimento che si ama gustare solo in inverno ma anzi è ordinata soprattutto nei mesi estivi. Sono luglio e agosto i mesi con la maggior concentrazione di richieste, con un picco il 9 agosto, un trend strettamente correlato alla riscoperta delle paste fredde grazie alla varietà che questo piatto offre.

Tuttavia analizzando l’intero arco dell’anno il giorno in cui si è ordinato più pasta in assoluto è stato a sorpresa San Valentino, nella fascia serale della cena, segno che anche per i piatti italiani per eccellenza come la pasta si fa ricorso alla consegna a domicilio anche in serate, appuntamenti e ricorrenze speciali come il 14 febbraio.

Gli italiani si distinguono infine per l’utilizzo del food delivery come esperienza conviviale dove la pasta è uno dei protagonisti durante momenti sociali e di gruppo, pranzi in ufficio e cene tra amici: nel 2017 su Just Eat l’ordine più grande ha raggiunto 18 piatti di pasta in un unico ordine, mentre quello dal valore più alto è stato di oltre 500 euro.