Italia terza tra i Paesi dove si mangia “troppo”. Lo rivela il Food Sustainability Index di Fondazione Barilla e The Economist Intelligence Unit. Gli italiani sono oggi il popolo più sano al mondo, anche grazie alla Dieta Mediterranea. Ma il nostro Paese rischia di perdere posizioni per un progressivo distacco da questo modello alimentare. E le scelte alimentari sbagliate, oltre a minare la nostra salute, rischiano anche di danneggiare il Pianeta. Con l’arrivo dell’estate ecco il decalogo della dieta sostenibile, per recuperare un sano stile di vita: 10 consigli utili per tenersi in forma senza pesare sull’ambiente.

L’estate è ufficialmente arrivata e la temuta “prova-costume” bussa ormai alla porta. In queste settimane si susseguono consigli per tornare in forma in poco tempo, cicli di palestra super concentrati, diete di ogni genere e suggerimenti last minute per perdere peso, col rischio però di adottare scelte alimentari dannose per noi e per l’ambiente. Nella rincorsa alla forma migliore saranno diversi i Paesi che dovranno sostenere sfide importanti. Secondo il Food Sustainability Index – elaborato da Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) e The Economist Intelligence Unit (EIU) – sono Israele, Stati Uniti e – un po’ a sorpresa – l’Italia i Paesi dove andranno compiuti gli sforzi maggiori per perdere peso, perché è qui che si registra il più alto tasso di persone che “consumano troppo cibo” (con un punteggio rispettivamente di 9.53 su 100; 14.90 su 100 e di 15.55 su 100).

FONDAZIONE BARILLA: 10 MOSSE PER ESSERE IN FORMA (NON SOLO D’ESTATE)

  1. Aumenta il consumo di cereali integrali: farro, orzo e riso, ma anche quinoa, miglio e amaranto forniscono energia a basso indice glicemico e sono versatili e ideali per tante ricette e piatti freddi
  2. Ricorda che frutta e verdura non dovrebbero mai mancare, sia nei pasti principali che come spuntini: la varietà che arriva con la bella stagione rappresenta un’ottima occasione per aggiungere colore, vitamine, fibra e sali minerali alla dieta. Magari puntando sui produttori locali
  3. Riduci la carne e i formaggi e sostituiscili con fagioli, lenticchie, ceci: sono ottimi sostituti delle proteine animali e possono essere consumati come hummus, insalate o in abbinamento con pasta e riso. Scegliere i legumi, in sostituzione di carne e formaggi, vuol dire ridurre le emissioni di gas serra associabili (per i legumi sono pari a 0,63 Kg di CO2 equivalente, mentre quelli della carne rossa arrivano a circa 25 Kg CO2 equivalente), senza considerare che per produzione e trasformazione dei legumi si stima un consumo di acqua pari a 2,711 L/k, a fronte della carne rossa che necessita mediamente di 18,799
  4. Consuma più pesce, meglio se quello azzurro pescato in maniera sostenibile nel nostro mare, come alici e sarde
  5. Riduci il sale, insaporendo i piatti con erbe aromatiche: prezzemolo, origano, basilico, salvia, rosmarino, che sono ricchi di vitamine e sostanze antiossidanti
  6. Usa l’olio extravergine di oliva, sia per condire a crudo che per cucinare: “l’oro verde” degli antichi, oltre ad avere una buona proporzione di acidi grassi monoinsaturi, è ricco di tocoferoli e fitosteroli
  7. Aumenta il consumo di frutta secca: scegli quella non salata come mandorle, nocciole, pistacchi, noci. Una manciata al giorno non fa ingrassare e protegge l’organismo da malattie cardiovascolari
  8. Bevi acqua per dissetarti, perché succhi di frutta e bibite sono molto ricche di zuccheri, aumentano la sete e le calorie assunte in maniera significativa
  9. Trova il tempo per il movimento nella tua giornata, perché una dieta da sola può non bastare. Spostarsi a piedi e in bicicletta favorisce una perdita di peso salutare e riduce le emissioni causate dai mezzi di trasporto
  10. Ritrova il piacere della lentezza e della convivialità: scegli cibi che provengono dalla tua regione e che siano coltivati localmente, per preparare i piatti tradizionali da condividere insieme a qualcuno

 

LA DOPPIA PIRAMIDE ALIMENTARE E AMBIENTALE

Insomma, numerosi studi sembrano confermare che la dieta Mediterranea sia il modello alimentare migliore per prendersi cura della propria salute e dell’ambiente. Si tratta di un vero e proprio “elisir di lunga vita”: un’alta aderenza a questa dieta, rispetto a chi adotta altri modelli alimentari, può tradursi in circa 4,5 anni di aspettativa di vita in più. L’abbinamento salute-sostenibilità può sintetizzarsi nella Doppia Piramide Alimentare Ambientale elaborata dalla Fondazione BCFN. Si tratta di un modello grafico che alla classica piramide alimentare (i cui principi coincidono con quelli della dieta mediterranea) affianca una nuova piramide (capovolta) ambientale nella quale gli alimenti vengono classificati in base alla loro impronta ecologica (Ecological Footprint), ossia l’impatto che la loro produzione può avere sull’ambiente. Oggi sono più di 1300 le fonti scientifiche utilizzate per l’elaborazione della Doppia Piramide, un elemento che ha rafforzato ulteriormente l’attendibilità delle ipotesi formulate nella sua prima edizione. La Doppia Piramide permette di visualizzare come gli alimenti a minore impatto ambientale siano gli stessi per i quali i nutrizionisti consigliano un consumo maggiore, mentre quelli con un’impronta ambientale più alta sono quelli che andrebbero consumati con moderazione.