Quando si diventa anziani (una volta si diceva vecchi) si dice che si diventi saggi in virtù delle esperienze maturate e di tutto ciò che si è appreso nel corso degli anni che sono fuggiti via.

Non so se è proprio così, perché la vita ci sottopone spesso a continui compromessi, ci impone di accettare persone e situazioni che non ci piacciano, ci obbliga a reprimere desideri e sogni, a camuffare la nostra personalità rinunciando talvolta anche alla nostra dignità ed a quello spirito libero che si nasconde, soffrendo, dentro ciascuno di noi.

Essere saggi vuol dire, ahimè, spiegare agli altri, a quelli più giovani,  come si fa a reprimersi,  a rinunciare a se stessi, a diventare servi, a farsi condizionare da uomini senza scrupoli che ci strumentalizzano quotidianamente per i loro interessi.

Raccontiamo questi concetti perché è quello che abbiamo appreso.

Tuttavia, ora che questo nostro viaggio comincia a vedere la meta finale, il traguardo mai desiderato, ci rendiamo conto di non piacere più, di non essere guardati, di avvertirsi come un peso, una preoccupazione per chi forse si dovrà occupare dei nostri acciacchi finali, ognuno di noi dovrebbe finalmente approfittare di questo ultimo tratto di strada per invertire la rotta.

Si dovrebbe raccontare la verità,  del passato e del presente. Si dovrebbe mettere da parte l’ipocrisia e la falsità gettando tutte le maschere che abbiamo indossato per questi lunghi anni recuperando la dignità persa in quelle innumerevoli occasioni in cui siamo stati umiliati.

Si dovrebbe scegliere di amare solo chi vuole essere amato, di frequentare solo chi ci piace, di restare soli quando gli altri ci pesano.

Si dovrebbe liberare il nostro pensiero, anche quello nascosto, quello mai confessato, a nessuno, neanche al migliore amico, e gridarlo ai quattro venti per liberare tutte le nostre repressioni.

Quando i giochi non ci vedono più protagonisti ma semplici spettatori, quando le partite si guardano solo in televisione, allora buttiamo fuori il nostro meglio, la nostra forza ed anche tutta quella rabbia accumulata, e spariamo fuori tutto per salvare questa gente, per dare alla società ciò che altri non possono concedere perché non facile essere eroi.

Usciamo dalla meschinità, dai pregiudizi, dai falsi miti, dalle invidie, dal consumismo di facciata, ed aiutiamo gli altri, i più giovani ad essere liberi, coscienti e responsabili.

Il nostro vantaggio sta nel fatto che oramai non abbiamo più nulla da perdere e quasi niente da guadagnare se non la soddisfazione di avere fatto qualcosa di vero per gli altri.

Se tutti i vecchi raccontassero le loro verità, se i potenti che vanno anche loro verso l’ arrivo, verso l’ultima tappa, dove ad attenderli non ci sarà né una maglia rosa e neppure il bacio di una bella ragazza, si decidessero a fare un gesto liberatorio, questo nostro mondo sarebbe sicuramente migliore.

Non è saggio chi si porta appresso segreti e misteri, è solo un essere che non ha mai avuto un poco di coraggio, nemmeno di fronte al timore del giudizio finale, religioso o meno, di coscienza o di giustizia umana.

Basta fare bilanci e rendiconti della nostra vita, ricordando le malefatte o quelle buone azioni, faticose a farsi riconoscere, basta condannarsi o gloriarsi per quello che eravamo o pensavamo di essere.

Ci resta solo il tempo per fare finalmente bene così come avremmo sempre voluto fare.

Mario Turco Liveri