I dieci consigli dell’esperto di Korian Italia per la presa in carico a domicilio delle persone affette dalla malattia

Oggi in Italia i malati di Alzheimer sono 600.000* e sono destinati ad aumentare. All’Italia spetta il record di Paese più longevo d’Europa, con 13,4 milioni di ultrasessantenni, pari al 22% della popolazione*. Solo nel corso del 2015 si sono verificati più di 9,9 milioni** di nuovi casi di demenza a livello mondiale, cioè un nuovo caso ogni 3,2 secondi*.

Frequentemente sono presenti disturbi psicologici e comportamentali ed è possibile alleviarne l’entità, in particolare per le persone affette da malattia di Alzheimer, a partire dalla presa in carico, anche al proprio domicilio, dei propri cari affetti dalla malattia.

«Creare un ambiente sereno, accogliente e progettato in sintonia con le alterazioni percettive degli anziani colpiti da questa forma di demenza, è un obiettivo da raggiungere combinando l’assistenza continuativa di un professionista e il riallestimento ad hoc degli spazi abitativi − spiega Aladar Bruno Ianes, direttore medico di Korian Italia − In questo modo, oggetti, colori e arredi saranno in grado di contribuire al miglioramento della sfera cognitivo-comportamentale, relazionale ed emotiva, riducendo la disabilità del paziente, migliorandone la qualità di vita e favorendo il rallentamento del decorso della malattia».

Qualche esempio? Per “riprogettare” la propria casa occorrono stanze con ausili/oggetti e mobili terapeutici, come il letto elettrico, con sponde dotate di teli di protezione anticaduta, oppure armadi con maniglie ben visibili.

E ancora: per guidare la persona affetta da demenza nella ricerca di oggetti e indumenti saranno indispensabili delle etichette, da applicare su ciascuna anta per ricordarne al malato il contenuto oppure per scrivere il suo nome in modo che possa riconoscere facilmente che quello è un suo spazio. Infine, meglio puntare sui contrasti cromatici (per esempio piatto bianco su tovaglia scura o piatto rosso) e su tinte non attivanti delle pareti per la zona notte.

In particolare, fra le terapie non farmacologiche da adottare anche a casa per la cura dei pazienti affetti da demenza spiccano:

  • La Sensory Room: la stanza multisensoriale per la stimolazione cognitiva ideata per attivare dinamiche di rilassamento grazie al Music-Bed, il letto sensoriale che, collegato ad un impianto stereo, vibra con la musica trasmessa attivando un massaggio rilassante
  • la Doll Therapy, previa valutazione dell’applicabilità e formazione da parte di un esperto: favorisce la stimolazione della memoria, contribuendo alla riduzione dei disturbi comportamentali. Una bambola con peso e dimensioni appositamente studiate, empatica nell’abbraccio, diventa il bambino da accudire, curare, guardare, stringere, rievocando la maternità o paternità del paziente
  • la Terapia occupazionale: un processo riabilitativo che utilizza come mezzo privilegiato l’affaccendamento terapeutico per coinvolgere, stimolare, e migliorare le abilità residue del paziente.
  • la Musicoterapia Ambientale e Recettiva: percorsi di Musicoterapia Ambientale, per scandire i tempi della giornata aiutando il paziente ad orientarsi a livello temporale e facilitando il ritmo delle delicate fasi di risveglio e addormentamento
  • l’Arteterapia con pittura o altre tecniche che stimola la creatività del paziente, consentendogli di sperimentare diversi materiali per esprimere sentimenti, pensieri, ricordi
  • l’Aromaterapia, per esempio allestendo il bagno con fragranze rilassanti oppure utilizzando la fragranza del pane per dare enfasi al momento del pranzo e quella del caffe per la prima colazione con aromatizzatori disponibili in commercio
  • l’Album dei ricordi, che riattiva la memoria a lungo termine del malato di Alzheimer mentre seleziona la fotografie più importanti della sua vita e dei suoi affetti
  • il Camuffamento degli spazi abitativi e architettonici per nascondere le vie di uscita allo sguardo dei malati (per esempio con raffigurazioni che facciano sembrare le porte delle librerie o degli armadi e con pareti allestite con quadri che rievocano la stagione che gli ospiti stanno vivendo)
  • la Pet Therapy in centri specializzati per coinvolgere i Senior in momenti di gioco e di contatto con gli animali e contribuire a riattivarne la consapevolezza fisica ed emozionale
  • Ortoterapia: valutare la possibilità di introdurre a casa delle piante aromatiche edibili che stimolino l’attività cognitiva ed in particolare l’attenzione tramite l’olfatto, il contatto manuale e visivo, producendo la possibilità di pianificare azioni.

*   Censis, Aima 2016
** L’Adi (Alzheimer’s Disease International) 2014