Alpitour annuncia un accordo strategico con Eden Viaggi: il tour operator guidato da Nardo Filippetti entra a far parte della società torinese. L’operazione verrà formalizzata nei prossimi mesi, quando saranno concluse le procedure tradizionali di queste transazioni e verrà dato il via libera da parte delle Autorità competenti.

Alpitour, raggiungendo i circa 2 miliardi di fatturato nel 2019, crea così le premesse per competere in modo più efficace con i grandi player del mercato turistico europeo: con l’accordo con Eden Viaggi è prevista anche una fitta collaborazione tra le due divisioni incoming per sviluppare l’arrivo di turisti stranieri nel nostro Paese. 

Alpitour, nel corso degli ultimi anni, ha costantemente rafforzato la propria offerta e sviluppato progetti e iniziative che hanno messo l’innovazione al centro delle strategie aziendali. Gli investimenti a livello tecnologico hanno marciato a ritmo sostenuto anche per sostenere l’integrazione tra le diverse società del Gruppo. Oggi l’azienda può contare su una capacità operativa e finanziaria estremamente solida che le garantisce di operare in modo efficace in tutto il mondo, assicurando esperienze di viaggio di alta qualità alla propria clientela.

In particolare, il tour operating, core business di Alpitour, raccoglie una ricca offerta multibrand in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi segmento di mercato. Ma dal 1947, quando era ancora una piccola agenzia di viaggi specializzata in brevi trasferimenti a bordo di treni e bus in occasione di eventi speciali, Alpitour si è trasformata in un grande gruppo poliedrico: Aviation, Hotel Management, Incoming e Travel Agencies sono le altre quattro divisioni che compongono la sua identità.

Non è un caso che Alpitour abbia vinto anche quest’anno il premio come “Miglior Tour Operator italiano” per “l’ottimo servizio offerto ai clienti nei settori tour operator e villaggi turistici”. Per il quarto anno consecutivo l’azienda si è aggiudicata il Primo posto Oro, migliorando il tasso di consenso dei clienti, passando dall’86,1% del 2016 all’87% del 2017. L’indagine ha riguardato l’operato di 675 aziende operanti in 89 settori dell’economia.

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