Da una parte anziani soli e persone in difficoltà nel mantenere case troppo grandi. Dall’altra, chi non riesce a sostenere affitti a prezzi di mercato. Fare incontrare questi due gruppi è l’ambizioso obiettivo del progetto “Abitare solidale”, avviando così un rapporto di convivenza.

Il progetto, proposto da Auser Pavia, fa tesoro dell’esperienza dell’associazione di Firenze e punta “ad attivare percorsi di coabitazione basati sulla solidarietà, sulla reciproca collaborazione e sullo scambio di servizi”. La convenzione con il Comune di Pavia è stata firmata lo scorso giugno e ora si è pronti a partire, in collaborazione con Anffas, Pavia onlus, Coop sociale, Sant’Agostino, APPavia, parrocchia del Santissimo Salvatore.

In questo periodo di tempo sono stati preparati gli operatori che dovranno monitorare il percorso di coabitazione che prevede un mese di prova, oltre alla redazione di un patto sociale che stabilisce diritti e doveri di ciascuna parte.

Secondo Elena Borrone, responsabile del progetto «Lo strumento giuridico con cui vengono regolati i rapporti è il comodato d’uso precario di immobile e la coabitazione può essere interrotta con un mese di preavviso da entrambe le parti. Molti anziani hanno case troppo grandi e magari redditi bassi, oppure sono sole o hanno difficoltà a occuparsi delle pulizie. Possono quindi decidere di concedere una stanza a chi è in stato di disagio economico, disoccupato o con un lavoro precario, oppure si trova in una situazione complessa. Tra di loro si sancisce un patto, frutto di un lavoro di sartoria sociale, che non prevede il pagamento di un affitto ma una partecipazione nei costi delle utenze e nelle pulizie ».