Siamo entrati in piena campagna elettorale e tra qualche settimana dovremo scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento e i consiglieri di importanti regioni come Lombardia e Lazio.

Tra le tante promesse e premesse dei numerosi discorsi che stiamo ascoltando si parla e si promette “onestà”. Mi sono quindi domandato cosa ben volesse dire questo termine, così spesso usato e abusato, oggi come ieri, da molti candidati. Da bravo studente ho sfogliato la mia Treccani e indagato su Internet per trovare delle definizioni e ho trovato un significato umano, ovvero “agire in maniera leale e trasparente, e rispettare gli altri” e un significato civile, ossia “rispettare le leggi e le regole”.

Lealtà e trasparenza nei rapporti umani dovrebbero contraddistinguere tutte le nostre azioni eppure se ci soffermiamo a scandagliare la nostra coscienza possiamo scoprire che sin da bambini abbiamo detto qualche bugia, ai genitori, ai maestri, agli amici, e poi le bugie d’amore, i sotterfugi con i genitori per uscire di casa, e così andando avanti nella nostra vita possiamo scoprire episodi più o meno rilevanti di slealtà e opacità. Tuttavia ognuno di noi sa bene che esistono tante persone che vivono nella continua menzogna e nell’ipocrisia, adottando comportamenti e atteggiamenti sleali per nulla rispettosi dell’altrui vita. Penso che tutti siamo chiamati a un esame di coscienza per giudicare noi stessi per essere sicuri di sapere scorgere nei rappresentanti che andremo a votare la vera essenza dell’onestà umana.

Il secondo aspetto dell’onestà riguarda il rispetto delle leggi e delle regole. In questo ambito forse le scelte degli uomini e di noi cittadini si fanno più difficili e siamo sempre portati a trovare la disonestà negli altri, in chi ci governa, in chi ci amministra, in chi ci giudica, in chi commercia, in chi è potente e ricco. Siamo disposti a tollerare e giustificare, in mille modi le nostre piccole o grandi disonestà. Accade quindi che pagare in nero una prestazione diventi normale, non rispettare le norme della circolazione stradale sia quasi un gioco, spesso causa di morti e tragedie, evadere qualche euro d’imposta faccia parte della nostra natura, ricercare una raccomandazione sia la prassi, non richiedere scontrini fiscali e ricevute non sia cosa grave. Accettare o pagare una bustarella in cambio di favori sia la norma contro la regola ufficiale, non fare la fila ai pubblici uffici, cercando scorciatoie attraverso amici, parenti e conoscenti, possa essere semplicemente una furberia, stare in casa malati quando si potrebbe andare in ufficio, un modo semplice di allungare le nostre vacanze, fare la raccolta differenziata dei rifiuti diventa una stupida incombenza,  e si potrebbe continuare con un elenco infinito.

Rispettare la legge è dovere di ogni cittadino e, per eliminare la corruzione, la criminalità, il malaffare, prima ancora che nuove leggi o riforme occorre che ognuno faccia la propria parte, pagando con i propri sacrifici,  rinunciando a poco per avere tanto. L’onestà ci consente di pretendere dei politici onesti, l’onestà chiama onestà e si diffonde a macchia d’olio generando una Società civile migliore per tutti.

Certo è che non tutte le leggi in vigore sono sempre giuste e accettabili. Ciò non costituisce una buona ragione per trasgredire, ma un motivo per partecipare, agire, combattere al fine di potere cancellare o modificare quello che il popolo giudica non corretto.

Per quanto riguarda i politici, quelli che devono assumere le scelte per il nostro presente e il nostro futuro, compreso quello dei nostri figli e dei nostri nipoti, i concetti sopra esposti devono essere degli imperativi assoluti. Non bastano la preparazione, l’impegno, la dedizione, la fantasia, l’ingegno, ma occorre prima di tutto esseri onesti, anzi per costoro, l’onestà deve avere un peso maggiore che per ogni altro cittadino.

Non dobbiamo accettare i corrotti, chi ha dei palesi conflitti di interesse, chi ha dimostrato di favorire parenti, amici e conoscenti, chi ha sperperato il denaro pubblico, chi ha favorito l’evasione fiscale, la criminalità, chi ha distrutto l’ambiente.

Non dobbiamo dare la nostra fiducia a chi ha sempre mentito, ha la promessa facile, non è in grado di dimostrare ciò che dice, ci inganna con slogan di facile presa popolare, non spiega, non è trasparente, non ci racconta dei suoi averi e non sa spiegarci l’origine e la provenienza dei propri guadagni.

La disonestà non è un peccato che si confessa per pulirsi la coscienza. La disonestà colpisce tutti.

Mario Turco Liveri