Artefiera torna a Bologna dal 29 gennaio al 1° febbraio 2016

Estremamente denso e variegato il programma di Artefiera che quest’anno compie 40 anni! La “madre” di tutte le fiere, fatta eccezione per ArtBasel, l’unica preesistente, travalica i confini della struttura fieristica per appropriarsi della città. Già la conferenza stampa è stata finalmente fatta nell’emiciclo della splendida Pinacoteca che insieme al Mambo ospiterà la mostra dei 40 anni curata dai due direttori.

E come precisava uno dei due responsabili, non mancherà certo di suscitare polemiche date le sconcertanti esclusioni, ma i parametri, a detta dei curatori Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, hanno privilegiato gli artisti presenti in fiera in questi decenni.

Si può essere d’accordo o meno con il porre un evento fieristico e quindi strettamente commerciale equiparandolo a quelli istituzional/educativi, ma il fatto incontrovertibile e che viviamo “fluidi” in un fluido magma in cui tutto si mischia, in qualche fortunato caso dialoga, e comunque scorre veloce perché  ormai il nostro mondo gira veloce.

I confini rarefatti e sfrangiati invitano ad esplorare e appropriarsi di campi fino a ieri rigorosamente blindati. Quindi ArteFiera o meglio Artfirst “è nel tempo”, qui e ora, e offre un variegato palcoscenico, seppur molto tricolore, quindi da un certo punto di vista lo sforzo è encomiabile.

Resto dell’idea però che una fiera dovrebbe essere maggiormente svincolata dai canoni e limiti di una curatela, per natura settoriale, sui criteri del curatore appunto, che quindi non può dare una visione a tutto tondo e misurare la temperatura dell’arte attuale.

Una fiera ricca di notevoli presenze grazie al recupero, doveroso mi vien da dire, delle gallerie che fecero la fortuna della Fiera, come Lia Rumma o G7 o Studio La Città significativamente assenti negli ultimi anni. Le loro preferenze per i  mercati stranieri dove, liberi da gravami fiscali insopportabili per gli operatori, riprendevano fiato.

E quindi mutais mutamdis giustamente gli operatori stranieri difficilmente calano nel Bel Paese dove sicuramente sarebbero penalizzati, sottoposti a regole più esose che si riverberano poi sulle quotazioni penalizzando  alla fine l’utente finale.

In ogni caso a maggio ragione vale la la pena esserci, a partire dal ARTCITY la notte bianca in cui l’arte invade tutta la Città, o Cubo la kermesse di Artribune o l’ormai tradizionale serata nello splendido palazzo di Ippolito Bevilacqua, ancora Set Up la fiera giovane negli spazi accanto alla Stazione, allex stazione dei bus, che raccoglie le proposte più effervescenti, senza contare che le mostra negli spazi storici permetteranno di visitare la Pinacoteca ricca di capolavori inenarrabili, a cui siamo assuefatti  da a una parte senza più avere paradossalmente  i parametri per goderne le bellezze.

Si ritorna sempre alla scuola, madre matrigna che forse privilegia l’inglese e l’informatica, com’è bene che sia, ma umilia e disattende quella preparazione che ha permesso al nostro Paese di essere forse nei secoli, il primo al mondo.

L’arte non è da mettere da parte ma come ci insegnano i nostri illustri predecessori, è terreno fertile per la creatività  in ogni campo, dall’impresa all’università e soprattutto è comunicazione come dimostra la RAI che con il Direttore Nicola Sinisi garantirà 5 ore di diretta, ogni giorno, cosa che ci fa sperare che la Tv inizi ad individuare che l’arte assicura l’audience.

Non possiamo che esserne felici!

Tiziana Leopizzi