Abbiamo intervistato Andrea Dusi, prossimo ospite degli Innovation Boot Camp @Bayer (ti sei registrato al secondo appuntamento? è il 10 maggio!). Startupper “seriale”, dopo aver lavorato nella consulenza direzionale (Roland Berger e Arthur D. Little) e “aver fallito in una prima startup “notturna” nel 2003 (OneSlicy, producevamo T-shirt con una manica lunga e una manica corta…)“, come racconta sul blog “StartupOver” Andrea Dusi ha fondato con Cristina Pozzi Wish Days (oggi conosciuta soprattutto per i cofanetti regalo Emozione3, inizialmente per il primo sito italiano di vendita di esperienze regalo, Elation.it), venduta ad aprile 2016 al gruppo Smartbox (qui puoi leggere i dettagli) per una cifra segreta ma quantificata da StartupItalia.eu e Corriere Innovazione intorno ai 20 milioni di euro.

Partiamo dal tuo ultimo progetto: Impactscool. Che cos’è e dove vuoi arrivare questa volta?

Impactscool vuole portare un cambiamento nel mondo. Aprire il dibattito sugli impatti (sociali, edici , ..) che le tecnologie esponenziali (intelligenza artificiale, robotica, stampanti 3d, biomedicina,….) porteranno e stanno portando nelle nostre vita.
Portiamo queste discussioni, principalmente sotto forma di dibattiti e workshop, gratuitamente nelle università e nelle scuole superiori, in Italia e all’estero.
L’obiettivo è creare cittadini consapevoli in tutto il mondo: una discussione che partirà da incontri fisici (e attraverso gli ambassador ci stiamo strutturando per avere una organizzazione esponenziale) per poi continuare in un dibattito online (stiamo costruendo la piattaforma) per poi tornare off line con ulteriori inconri, workshop, dibattiti.
Pur essendo strutturati come SRL non abbiamo scopo di lucro.

Wish Days: una storia da Silicon Valley. Ma l’Italia non era un paese per vecchi?

L’Italia è un Paese straordinario ed unico. Siamo la culla delle materie classiche ed umanistiche. Siamo eclettici, flessibili, “hard worker”. Crediamo poco in noi stessi e facciamo fatica a fare sistema.
Ma le eccellenze che si trovano qui non sempre si trovano all’estero.
E vi parla uno che ha una laurea anche da una Università stranierà (Rotterdam) che ha lavorato in USA nel 1995-1996 sui primi progetti “online” probabilmente al mondo.
Ma vogliamo discutere delle enormi capacità che il nostro Paese ha? Noi, la Patria della piccola e media impresa, abbiamo nel DNA la capacità di fare impresa, lo spirito imprenditoriale che da secoli permea il nostro DNA.
So perfettamente che se avessi creato un’impresa in Silicon Valley probabilmente il valore della mia exit avrebbe almeno uno zero in più. Ma sono felice così, la qualità della vita che il nostro Paese garantisce è unica.
Certo, ad un giovane oggi consiglio di andare a farsi le ossa in una startup americana, dopo essersi laureato. L’ecosistema in Silicon Valley è pazzesco e, lavorativamente parlando, 1 anno là ne vale 3 probabilmente qui da noi.

Startupover: qual è il caso di “insuccesso” dal quale hai imparato di più?

Dai miei, dai mille errori commessi con Wish Days. 85 progetti lanciati, 3 andati a break even, solo 1 ci ha permesso di fare la exit.

Scontata ma inevitabile: 5 consigli a un aspirante startupper

1 – prima di partire, cerca di capire quali sono le tue motivazioni di fare impresa. Se sono solo economiche, non andrai lontano
2 – studia, preparati, impara. Prima di partire e costantemente durante
3 – scegliti il partner / socio  giusto. Lavoraci insieme prima. Non buttartici. L’entusiasmo porta a cattive valutazioni
4 – studia il mercato dove vuoi entrare. Non solo sulla carta, ma anche parlando / testando l’idea / intervistando poteziali clienti e fornitori. Parti prima di dedicarci tutta la vita
5 – rimani focalizzato ma affronta tutto con il sorriso

Vuoi fare altre domande ad Andrea? Riserva il tuo posto agli Innovation Boot Camp @Bayer: il 10 maggio sarà con noi a Milano, presso il Centro Comunicazione Bayer in viale Certosa 130!

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(Ameri Communications)